Cultura

I viaggi di Adelina – Soave: storia, cultura, vino

Soave, 26 Aprile – In questi giorni di vacanze pasquali, allungate per i più fortunati fino al primo maggio, le città del Veneto con in testa Venezia, Verona e paesi limitrofi sono stati una meta molto battuta dai turisti, nonostante il tempo non sempre clemente. Soave, un bel paese di circa 7 mila abitanti, a 20 km di distanza da Verona, è attrazione dei turisti per il Castello Scaligero, fortezza risalente al 932. Nel 1379 furono costruite anche le mura che fanno da scudo al nucleo storico di Soave.

Nel tempo il maniero è stato sottoposto più volte a restauro ed è con orgoglio che i soavesi lo inneggiano a simbolo della storia del paese veronese. Ci si inoltra da piazza Antenna o passeggiando per la strada asfaltata che porta a nord del paese. Da visitare per la sua maestosità e le  bellezze da scoprire: i tre cortili ove si scoprono i resti di una chiesetta a tre absidi del decimo secolo, l’affresco della Vergine che protegge i fedeli inginocchiati del 1321, l’affresco rappresentante un soldato degli Scaligeri, il Mastio che lascia l’immaginazione al luogo di tortura e prigione, la stanza delle armi, i resti trovati durante il restauro, e ancora affreschi, stoviglie d’epoca, ritratti importanti tra cui quello di Dante Alighieri di cui si presume un soggiorno al castello.

Passeggiando per il paese, tra le costruzioni d’epoca perfettamente recuperate, agli angoli di maggior richiamo, è possibile inquadrare con i propri smartphone dei singolari quadratini in codice – QR code – che sostituendosi a una guida turistica, permettono di leggere o ascoltare le principali informazioni del luogo. Alla porta di ingresso delle mura medioevali, l’installazione di un gigantesco libro aperto, raffigurante sulle pagine il profilo dell’imponente castello sorvolato da libri aperti, che con le loro pagine leggere si sostituiscono a voli di uccelli.

L’installazione dà il benvenuto ai passanti per entrare a “Soave, città del libro e della Cultura”, con la seguente citazione di Achille Mauri “I libri sono un piacere che non crea dipendenza, ma indipendenza”. Nelle strade del borgo è possibile scorgere colonnine comunali, vere e proprie casette per i libri, da dove è possibile prenderli in prestito o lasciarli ad uso di tutti. Un’ottima idea per tutti i paesi del mondo, quindi anche per il nostro.

La cura dei particolari del borgo rispecchiano l’amore dei soavesi per la propria terra: quella stessa terra che li ricambia con vitigni d’eccezione. Soave infatti non è solo Castello e monumenti, il comune fa parte della zona di produzione dei vini Soave Doc e Arcole Doc. Dall’altezza della rocca, ovunque si volge lo sguardo, il paesaggio è inconfondibilmente segnato dall’ordine e dalle geometrie tracciate dai filari dei vigneti, coltivati in ogni dove. La passeggiata per le vie del borgo lascia percepire che il vino e molto più di una semplice attività economica: è passione, tradizione, innovazione. Numerose le cantine che presentano le loro bottiglie e i calici scintillanti, insieme ai ricordi di famiglia, agli attrezzi di una volta a confronto di tecniche di lavorazione moderne, e le immagini dall’alto delle campagne coltivate grazie all’utilizzo dei droni. Il rito del turista è sempre lo stesso: accomodarsi in una locanda accogliente del luogo e scegliere un calice di vino locale.

A breve, la terza domenica di maggio, la ricorrenza più sentita dai soavesi: la Festa Medioevale del Vino Bianco Soave. Il paese è animato dal corteo in costume d’epoca, ad esaltazione delle arti e dei mestieri del passato, con grande protagonista il vino. La Festa Medioevale lascia il suo eco fino alla celebrazione della Festa dell’Uva di metà settembre, altro tributo all’oro di questa splendida terra.

 

 

 

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