Attualità

I Ghetti e i ghettizzati a loro insaputa

Napoli, 12 Novembre – Esistono ghetti di diversa natura, quelli in cui sono stati concentrati interi nuclei di famiglie meno abbienti e poi abbandonati, e quelli, quasi impercettibili, in cui si tende ad isolare i cittadini privandoli di qualsiasi e minimo punto di aggregazione e scambio sociale e culturale. Nei primi.
Ritengo sterile demolire i cosiddetti “volumi simbolo” del degrado sociale e culturale; serve solo a cancellare gli errori di una intera società, scelte e responsabilità politiche, sociali e urbanistiche, ma non risolve nessun problema…anzi li rimanda, li rinvia e cerca di occultarli delocalizzandoli altrove. Bisogna dare valore a quelle architetture e a quegli invasi spaziali, integrare e non isolare, portare servizi e non servirsene, dotare di attrezzature e non attrezzarsi per sfruttarle, “RICUCIRE” lo strappo socio-culturale ed urbanistico con interventi “CERNIERA”.
Bisogna, piuttosto, inoculare in quei luoghi virus positivi in modo da innescare un contagio a catena che ne determini una riscossa, un reintegro…determinando la consapevolezza, la presa di coscienza e l’implementazione del senso di appartenenza. Nei primi e nei secondi…. Tutto è affidato alla sensibilità, al buon senso, al rispetto per i cittadini di chi amministra e pianifica il futuro della propria comunità. Troppo spesso le indicazioni, gli interessi e le volontà “politiche” finiscono per influenzare in maniera determinante le intuizioni, le scelte, le decisioni e le visioni della società futura degli urbanisti con i risultati che tutti noi, ahimè, conosciamo che sono sotto i nostri occhi che viviamo ogni giorno.
Gli interessi di pochi a discapito dei tanti, dei cittadini, soprattutto, futuri delle nostre città e periferie. FORSE È TUTTO E PROPRIO LÌ IL PROBLEMA….?
#NonCapiscoNullaDiNulla


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