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Gravina, “Le proprietà salutari del fungo Cardoncello”

Gravina, 12 Novembre – I cambiamenti climatici rischiano una nuova vittima illustre: il Fungo Cardoncello. L’innovazione tecnologica di alcune aziende e la nascita dei sentieri escursionistici lo stanno salvando.

Dell’Erba: “Il Fungo Cardoncello riduce rischio tumori, fa bene ai diabetici. Il Fungo Cardoncello è anche depurativo per terreni inquinati. Inoltre la Nasa lo ha scelto per poter essere coltivato in condizioni di microgravità”.  Corelli: “Sta diventando un prodotto internazionale, sempre più amato da chef e pizzaioli”.

Galli: “Alla base anche il racconto del territorio, l’educazione ambientale, l’attività escursionistica che creano condizioni di valorizzazione dei luoghi in cui un prodotto nasce, di una alimentazione sana ma anche delle tradizioni, dell’arte, della storia e della cultura. La Puglia ne è un modello”.

Valente: “La narrazione dei luoghi ove un prodotto nasce è fondamentale perché da la possibilità a tutti di sentirsi parte di quel territorio”. Flore: “Ed ecco che da questa regione, la Puglia, parte una formula di turismo sperimentale in grado di unire e creare un nesso anche storico tra Patrimonio Ambientale, naturalistico e Patrimonio storico – archeologico – culturale”.

“Le più importanti sono la riduzione del rischio delle due malattie preponderanti che sono causa di mortalità come quelle cardiocircolatorie e neoplasie. Il Cardoncello agisce su due livelli: determina la riduzione del Colesterolo cattivo e dei grassi, una riduzione della pressione, riduce i fenomeni di arteriosclerosi delle arterie coronarie, riduce il rischio di infarti e di ictus. Il Cardoncello contiene una serie di sostanze come il selenio che è un antiossidante, tutti i componenti più attivi della famiglia dei polifenoli, i polisaccaridi, tutte sostanze che riducono l’insorgenza dei tumori. A tale riguardo abbiamo studi sul tumore alla mammella e della prostata.  I suoi enzimi agiscono sull’enzima cardine della partenza dell’HIV. Oggi nel mondo abbiamo ben 350.000.000 di diabetici nel mondo e qualora dovesse continuare questo trend arriveremo a ben 700.000.000 nel 2050 ed avere a disposizione dei cibi che siano in grado non solo di diminuire la glicemia, non solo di diminuire l’emoglobina ma soprattutto di agire sulla cellula epatica. Il Cardoncello è dunque ottimo per il diabetico.  

La Nasa lo ha scelto per poter essere coltivato in condizioni di microgravità ed i risultati sono davvero interessanti. Gli astronauti così avranno funghi freschi. Inoltre il Cardoncello può essere mangiato anche crudo e non tutti i funghi possono essere mangiati crudi. Inoltre è anche depurativo per i terreni inquinati e per le acque reflue e non è poco”. Lo ha dichiarato Laura Dell’Erba endocrinologa e specialista in medicina nucleare nel corso della Conferenza tenutasi a Gravina in Puglia dal tema : “Le proprietà salutari del fungo Cardoncello”, a cura dell’associazione “Amici del Fungo cardoncello”.  Conferito il premio “Cardoncello d’oro” allo chef Igles Corelli, coordinatore scientifico di Gambero Rosso Accademy.

“Il Cardoncello ha due valori: la consistenza e si sposa benissimo con altri prodotti. Sta diventando un prodotto sempre più internazionale – ha affermato Igles Corelli, Coordinatore Scientifico di Gambero Rosso Accadeny – perché è amato dai cuochi ed anche dai pizzaioli che lo usano sempre di più sulle pizze. Dunque va molto anche all’estero”. Ora sono nati i Sentieri del Fungo Cardoncello.

 

L’importanza dell’Educazione Ambientale nella valorizzazione dei prodotti.

“Aigae si sta impegnando molto nel favorire una politica di sensibilizzazione finalizzata alla creazione sempre più numerosa di itinerari escursionistiche legati ai luoghi di coltivazione, produzione ed alla storia dei prodotti tipici locali del territorio italiano. Lo stiamo facendo con le nostre Guide Ambientali Escursionistiche che sono vere sentinelle del Patrimonio Ambientale dell’Italia. La Puglia ne è un esempio. Crediamo che questa nostra azione possa avvicinare la gente – ha dichiarato Davide Galli, Presidente Nazionale dell’AIGAE – i cittadini, i turisti a quel prodotto per una buona alimentazione, sana, per una buona promozione della cultura e della storia, ma anche dell’arte ed anche perché avere terre coltivate e che producono significa mitigare anche il rischio idrogeologico. Dunque il contributo che AIGAE sta dando al Paese, penso sia davvero importante”.   Dalla Murgia parte davvero un laboratorio sperimentale interessante.

“L’Italia detiene gran parte del Patrimonio Culturale, Storico ed Ambientale, riconosciuto anche come Patrimonio Unesco. Questi rami, questi settori del Turismo non possono essere divisi. Ci sembra doveroso, come Guide Ambientali Escursionistiche, appoggiare le istituzioni che vedono nelle passeggiate e nell’offerta della natura, una lungimirante visione turistica – ha affermato Giuseppe Flore, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche della Puglia – un turismo lento, genuino e di qualità che presta attenzione alla salvaguardia e al presidio dei territori rurali, storici e naturali strizzando anche l’occhio ad un’alimentazione tradizionale e sana. Un vero tributo al benessere che quotidianamente ogni guida ambientale cerca di offrire a ciascuno dei suoi escursionisti. Gravina, Terra di Delizie, è la nuova avvincente avventura che passo dopo passo porterà alla conoscenza di questa parte di insolita Puglia la quale si colloca tra l’altopiano del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e la Basilicata, la Puglia dell’entroterra, lontana dal mare, lontana dalle logiche del turismo che in massa affolla le spiagge nei mesi estivi, ma intima, misteriosa e affascinante. Ed ecco che da questa regione parte una formula di turismo sperimentale in grado di unire e creare un nesso anche storico tra Patrimonio Ambientale, naturalistico e Patrimonio storico – archeologico – culturale”.

“L’importanza di tale attività è assoluta se pensiamo che chi viene a visitare questo territorio, in questo modo lo vive pienamente. Calarsi in quei luoghi in cui quel prodotto nasce, in questo caso il Cardoncello – ha dichiarato Alesio Valente, sindaco di Gravina o viene lavorato e trasformato in cibo è un’esperienza unica che fa sentire chiunque un poco murgiano, gravinese. Dunque è fondamentale l’attività di queste Guide che raccontano il territorio”.  

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