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Gratta e Vinci: la trappola psicologica delle micro vincite

Napoli, 2 Novembre – Li comprano le mamme dopo aver fatto la spesa, vengono pubblicizzati in spot televisivi e si trovano negli uffici postali, ma soprattutto vengono “grattati” dai minorenni. Secondo una ricerca del CNR, oltre il 63% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni, già giocatori, acquista “gratta e vinci”.

Vuoi perdere facile? Gioca con i gratta e vinci. Sono considerati i meno “insidiosi”; non percepiti nemmeno come giochi d’azzardo (sebbene il termine tecnico sarebbe “lotteria istantanea”) e spopolano tra i giovanissimi proprio perché non visti come un “pericolo” dai gestori di bar e tabaccherie.

Le vincite al Gratta e Vinci  sono abbastanza frequenti, ma del tutto irrisorie: spesso infatti si limitano a restituire il denaro speso per l’acquisto del biglietto, quindi non rappresentando una vera vincita. Il giocatore quindi è indotto a pensare:

1. che vincere è facile, equiparando psicologicamente la facilità di aver ottenuto un rimborso al fatto di ricevere una vincita significativa;
2. che vale la pena insistere;
3. che il valore ricevuto dalla “vincita” non valga la pena conservarlo, ma piuttosto “reinvestirlo” nell’acquisto di nuovi biglietti.

Non corrisponde al vero il fatto che la spesa nel Gratta e Vinci sia minore rispetto ad altri giochi: ci sono biglietti da 10 o 20 euro. Il problema sta nel fatto che la rapidità del gioco (cioè i pochi secondi che passano tra l’acquisto e l’esito ottenuto grattando) può indurre la ripetizione dell’acquisto.

Riccardo Vizzino



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