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Gioia Tauro, aveva già istruito il figlio di 8 anni su narcotraffico e traffico di armi: in manette boss

Verdi: “Ennesimo esempio di come i figli dei criminali siano destinati a seguire le loro orme. Dal nuovo governo ci aspettiamo una legge per la revoca immediata della potestà genitoriale agli esponenti della criminalità organizzata. Dalla Calabria alla Campania vanno levati tutti i figli ai boss”

 

Gioia Tauro, 4 Settembre – “Aveva già istruito il figlio di otto anni sui segreti del narcotraffico e del traffico di armi, e se ne compiaceva pure. E’ quanto è emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto di un 46enne di Gioia Tauro, finito in manette insieme ad altre dodici persone in un’operazione condotta dai carabinieri di Reggio Calabria. Dalla Calabria alla Campania emerge il tema del destino dei figli degli esponenti della criminalità organizzata, destinati – nella quasi totalità dei casi – a seguire le orme genitoriali. Anche i camorristi sfruttano i figli come manovalanza, avviandoli sulla strada della malavita. Occorre mettere un freno a questa deriva, nell’interesse dei minori che, senza alcuna colpa, si trovano a crescere in contesti deviati che li influenzano negativamente fin dalla tenera età”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Da tempo stiamo conducendo una battaglia per ottenere un intervento normativo che permetta di togliere i figli agli esponenti della criminalità organizzata. Dal nuovo governo ci aspettiamo una legge per la revoca immediata della potestà genitoriale in modo da sottrarre questi ragazzi ad un destino già segnato”.

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