Attualità

GENITORE 1 e GENITORE 2

Napoli 12 Agosto – La genitorialità non può essere ridotta a mera speculazione politica e spot da baraccone tra diciture e posizioni umane, culturali, religiose, etniche e sociali condivisibili o meno. Non è possibile confinare la genitorialità solo nell’evento biologico della nascita, ma come, invece, essa produca significativi cambiamenti individuali e relazionali che, saranno presenti ed in continua evoluzione lungo tutto il resto del ciclo vitale degli individui coinvolti.

La politica crede di affrontare la delicata tematica facendo semplicemente sparire la formula “genitore 1” e “genitore 2” dai moduli ufficiali messi a disposizione dei cittadini dal ministero dell’Interno per richiedere la carta di identità elettronica. Dove appariva la formula ideata a tutela dei nuclei Lgtb, ovvero quelli con due mamme o due papà, ora c’è semplicemente la dicitura “genitori” o “tutori”. A tutto ciò si somma il “problema”, della registrazione in Italia dei bambini nati all’estero da utero in affitto e dei matrimoni gay celebrati nei Paesi in cui sono stati legalizzati.

La genitorialità rappresenta una funzione assai più complessa che incorpora in sé, sia aspetti individuali relativi quindi alla nostra idea (in parte conscia e in parte inconscia) di come un genitore deve essere e, sia aspetti di coppia ossia della modalità relazionale che i partner condividono nell’assolvere questo specifico compito. Non si può essere genitori sempre allo stesso modo perché sarà necessario assolvere impegni differenti e adottare modalità comunicative e interattive diverse secondo l’età dei figli.

Tutto ciò implica, quindi, la capacità dinamica di “rivisitare” continuamente il proprio stile educativo, affrontando in modo funzionale i cambiamenti che la vita può portare. E’ facilmente comprensibile come la transizione alla genitorialità costituisca una fase normativa (ossia attesa) nel ciclo vitale degli individui e, come l’ingresso di un nuovo membro modifichi ampiamente le relazioni nell’ambito della famiglia nucleare e allargata comportando, quindi, l’inizio di una nuova storia generazionale.

Tra i compiti dei neogenitori, a prescindere dalle diatribe politiche, possiamo citare:

– la creazione di uno spazio sia fisico che “psichico” per il bambino. Ciò comporterà la modificazione del sistema familiare.

– Prendersi cura del bambino, sia in senso affettivo che normativo. – Stabilire solidi ma permeabili confini dentro e fuori la coppia, di modo che la relazione adulto/bambino oppure l’invasione della famiglia allargata, non vada ad inficiare la relazione adulto/adulto mettendo a rischio l’unione coniugale.

– Capacità di modulare nella crescita del figlio concessioni ed imposizioni educative sulla base delle sue necessità di separazione/individuazione.

Una tematica così delicata non può essere ridimensionata a semplici diciture e a squallide convenienze “politiche”. Ritengo, piuttosto, indispensabile approfondire le problematiche e le necessità che ruotano intorno alla genitorialità, a due individui che si apprestano a diventare genitori con tutto ciò che comporta, prescindendo da calori e colori politici.

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.