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Francolise, Progetto EcoFoodFertility e la “bonifica dell’uomo inquinato”: dalla “Terra dei Fuochi” alla “Terra del Buono”

Francolise, 9 Luglio – Sabato 7 luglio in un agriturismo in provincia di Caserta, Francolise, si è svolto un importante convegno dal titolo: Terra dei Fuochi, Linea di partenza, organizzato dall’Ordine dei Biologi Nazionali presieduto dal Prof. Vincenzo D’Anna e dalla Fondazione DD Clinic del Dott. Andrea del Buono con la partecipazione pomeridiana del Vice-Presidente della Giunta Regionale, nonché Assessore all’Ambiente, On. Fulvio Buonavitavola.

Nell’ambito delle proposte emerse per proteggere la popolazione della terra dei fuochi con le interessanti relazioni dei Prof. Giulio Tarro, candidato nel 2015 al premio Nobel, della Prof.ssa Papa, del prof. Lissoni, del dott. Dell’Orta, del Prof. Abbadessa, il progetto di Ricerca EcoFoodFertility presentato dal coordinatore Dott. Luigi Montano, Uroandrologo dell’ASL Salerno e Co-Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana, ha catalizzato l’attenzione degli oltre duecento partecipanti, illustrando nel concreto le strategie di prevenzione primaria e disintossicazione da inquinanti ambientali della fase due del progetto (dopo quella della valutazione del rischio con misurazione di contaminanti e dei potenziali effetti sulla salute generale attraverso la chiave di lettura del liquido seminale, “Seme Sentinella”), che con un finanziamento del Ministero della Salute si stanno già eseguendo su maschi sani dai 18 ai 22 anni, non fumatori reclutati nelle diverse “Terre dei Fuochi d’Italia”, a partire da quella dell’area Nord di Napoli e Basso Casertano, all’area di Brescia-Caffaro e Valle del Sacco nel Frusinate.

Infatti, a questi ragazzi, secondo uno studio clinico randomizzato, vengono applicate misure nutrizionali e modifiche di stili di vita sul modello della dieta mediterranea, con il supporto di una rete EUBIOTICA per la Salute Ambientale (R.E.S.A.), dove aziende rigorosamente BIO sia direttamente che con il coinvolgimento anche della più importante Rete di distribuzione del Biologico italiana NaturaSi, forniscono prodotti ortofrutticoli e cerealicoli (antichi) biologici e/o biodinamici. L’obiettivo della fase due del progetto è quello di valutare l’efficacia di questi prodotti nel ridurre il bioaccumulo di metalli pesanti ed altri inquinanti, monitorando tale andamento attraverso il liquido seminale in primis (vengono eseguite analisi anche su sangue ed in alcuni sottogruppi su urine e capello), che risulta dai risultati già pubblicati su riviste internazionali dal gruppo di ricerca guidato da Montano, un bioaccumulatore importante, oltre che indicatore precoce di danno e cartina tornasole dell’ambiente e della salute generale.

Pochi giorni prima, proprio ad Acerra, a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’Inceneritore, il gruppo EcoFoodFertility per lanciare il messaggio della fase progettuale definita “bonifica dell’uomo inquinato”, ha intrapreso una rivoluzionaria iniziativa, una sfida per superare nell’immaginario collettivo il marchio negativo di “Terra dei Fuochi” e ribaltare l’immagine in “Terra del Buono”.Infatti, l’inizio del percorso della Rete Eubiotica, è partito dall’inaugurazione del primo “CAMPO EUBIOTICO”, opportunamente sottotitolato “Orto della Fertilità”, scelto dal gruppo di ricerca proprio ad Acerra, epicentro della “Terra dei Fuochi” e coltivato con passione da un giovane agricoltore acerrano, Salvatore Di Sena, che da oltre 10 anni, sfidando tutti, produce con tecniche agronomiche naturali prodotti orticoli di grande qualità, senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi. In sostanza, il convegno di Francolise e l’iniziativa di Acerra sul territorio, sono state un’occasione per far conoscere il vero obiettivo del progetto di Ricerca EcoFoodFertility, quello di protezione della salute pubblica delle attuali e future generazioni attraverso la promozione e l’applicazione concreta, supportata da dati scientifici e misurabili, di tutte le misure possibili per mitigare l’impatto che l’inquinamento ha sulla salute umana.

D’altronde, conclude Montano: “in attesa dei tempi lunghi del risanamento ambientale che richiede il cambio dell’attuale modello di sviluppo, vera opera di prevenzione primaria e salvaguardia della popolazione, è possibile nel frattempo almeno contenere i danni, orientando con le nostre consapevoli scelte individuali sia la domanda alimentare verso sistemi di produzione rispettosi del territorio e dell’ambiente, che della la salute, puntando su stili di vita e soprattutto alimenti biologici selezionati ed anche all’occorrenza integratori e/o nutraceutici di qualità che possono migliorare le difese antiossidanti e favorire i sistemi di detossificazione naturali dell’organismo, potenziando la nostra resistenza agli inquinanti ambientali e, ciò vale per tutti, a maggior ragione per le popolazioni più esposte all’inquinamento, quelle delle tante terre dei fuochi d’Italia e del mondo”.

http://www.ecofoodfertility.it/

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