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Fiume Sarno: una scoperta continua, da valorizzare

Sarno, 10 Maggio – Scorre in uno dei territori più fertili della Campania, nell’area che rappresenta il più ricco serbatoio d’acqua potabile dell’Italia meridionale. Eppure, del fiume Sarno, ancora oggi, si conosce poco o non abbastanza, per poterlo elevare ad un livello più alto di pregio turistico.

DOVE NASCE: A circa 30 metri sul livello del mare, sgorga dalle pendici del monte Saro, che fa parte del gruppo montuoso del Sant’Angelo-Pizzo, che a sua volta costituisce la propaggine occidentale dei Monti Picentini, una catena montuosa a cavallo delle province di Avellino e Salerno, caratterizzata da una distesa forestale di oltre 40.000 ettari e da numerosi torrenti che, come anticipato, rendono l’area il più ricco serbatoio di acqua potabile dell’Italia meridionale. Attraversando un territorio, fra i più fertili della Campania, il fiume Sarno termina il suo percorso nel mar Mediterraneo, di fronte allo scoglio di Rovigliano (dove si possono ammirare i resti di un muro del Tempio dedicato al mitico Ercole). Il suo passaggio ha permesso, nei secoli, l’irrigazione dei campi agricoli viciniori. Un tempo era utilizzato per la navigazione dalle popolazioni locali: a testimonianza, esistono delle zone denominate “zona porto” proprio in virtù dei vari punti di approdo delle imbarcazioni.

LE SUE RICCHEZZE: Tralasciando l’importanza storica che ha interessato il fiume per vicende legate alla politica agraria, risalente fin dai tempi dell’impero romano, facciamo un salto ai giorni nostri e parliamo del presente. Esso, fino a pochi anni fa, era ricco di prodotti ittici: anguille, granchi, gamberetti e trote, una ricchezza non indifferente per la zona nella quale si trova una varietà di prodotti agricoli di assoluta eccellenza, basti pensare al famoso “Pomodoro San Marzano”. Un “must” della categoria perché risponde a pieni voti a tutte le caratteristiche organolettiche che ne fanno un prodotto di qualità superiore, insieme anche a tantissimi altri prodotti agricoli di cui, sarebbe un “peccato mortale” non conoscerne pregi e qualità.

LA TRASCURATEZZA: Il fiume attualmente, non gode della cura ed attenzione che meriterebbe. Oltre agli adeguamenti relativi alle opere necessarie per la riqualificazione e alla regolare manutenzione, l’attività di bonifica portata avanti nel tempo non sempre ha funzionato a dovere, procedendo a tentoni.

LE PROSPETTIVE: Ci sono possibilità di creare un “Polmone di Verde” con piste ciclabili e pedonabili, ornate da fiori e piante, per le passeggiate serali, estive, riposanti e sentimentali, con la probabilità di arrivare, anche a piedi, fino al mare (sì fino al mare). Lungo le piste, da realizzare con materiali “assolutamente ecologici e naturali” si potrebbero incontrare “chioschetti” di sosta piacevole, laddove sarebbe anche possibile assaggiare specialità culinarie con tradizioni del posto, creando attività di ristorazione, dando lavoro ai giovani. Si potrebbero imbastire anche gare organizzate con le varie federazioni sportive, come avvenuto in passato quando si è riscontrata un’enorme affluenza di partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia, per manifestazioni di ciclocross o mini-cross o altro.

LE IDEE: Il fiume Sarno stuzzica la fantasia e le competenze di tanti professionisti del settore paesaggistico ed architettonico, con opere tese a determinare movimentazioni di lavoro, sia per la progettazione e realizzazione, nel pieno rispetto della Natura, sia nella gestione delle iniziative promozionali, turistiche, sportive e locali. Tra le idee, quelle di promuovere delle passeggiate lungo le strade di Sarno, che hanno suscitato l’attenzione di due tecnici del nostro territorio, Antonio Giuseppe Ferrante di Palma Campania e Salvatore Serafino di Striano, affascinati dallo spettacolare passaggio del fiume, scoprendo realtà come mulini ed altro, ancora funzionanti, fino alla fauna marina a poche centinaia di metri dalla foce del fiume, tra le più ricche e variegate dell’intera area.

 

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