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Energie rinnovabili: L’asso nella manica dell’Area Nolana

Nola, 18 Maggio – Quanto si fa e si investe nelle energie rinnovabili nella nostra area? Anche nell’hinterland napoletano, e quindi nelle zone del nolano e del vesuviano, si sono diffuse sempre di più le conoscenze di queste fonti nuove dove riuscire a produrre energia in modo “pulito”, puntando a ridurre ai minimi termini l’inquinamento ambientale ed atmosferico.

Ma ancora tantissimo va fatto e bisogna promuovere.

La questione, a ben vedere, ha assunto una rilevanza su scala mondiale, non soltanto territoriale e nazionale. L’umanità ha sempre utilizzato risorse naturali per rendere più agevole la propria esistenza. Oggi si è arrivati, però, al punto in cui l’utilizzo intensivo di queste risorse porta ad un momentaneo miglioramento di vita, seguito, però, da danni irreversibili per l’ambiente. Lo sfruttamento senza controllo delle risorse naturali, la dipendenza dai combustibili fossili e l’enorme impatto ambientale, che l’uomo apporta sulla natura, fanno sentire l’esigenza di trovare nuove risorse alternative, che si sostituiscano a quelle altamente inquinanti.

Nel nolano, purtroppo, si è presa coscienza di tutto ciò anche e soprattutto attraverso i media, con l’esplosione del caso riguardante la “Terra dei Fuochi” ed il relativo incremento degli indici di mortalità, relazionati allo sversamento incontrollato di rifiuti e dei roghi tossici.

L’evoluzione della ricerca scientifica, in campo ambientale, ha avuto moltissimi risultati, sviluppando fonti energetiche rinnovabili tra cui l’eolico e il solare oltre all’idrico ed a sistemi che utilizzano, come spinta, il movimento del mare. Il problema dello sviluppo di energie alternative è ormai, quindi, un problema sentito da tutti. Spesso, però, a causa dei costi elevati di investimento iniziale, si preferisce continuare ad utilizzare sistemi antiquati e altamente inquinanti. L’UE ha stabilito l’obbligo, per tutti i paesi membri, di arrivare a produrre il 20% del consumo totale, tramite energie rinnovabili (eolico, solare, biomasse, idroelettrica) o attraverso il nucleare. Il piano energetico europeo non è, però, l’unico in atto per la salvaguardia del pianeta.

Di grande importanza resta ancora il protocollo di Kyoto, che prevede una diminuzione del 5,2%, sull’emissione di gas serra, dai valori registrati nel 1990, tra il 2008 e il 2012. Le fonti rinnovabili sono, quindi, il futuro energetico mondiale, non solo per salvaguardare la Terra, ma anche come unica alternativa ai combustibili fossili, che certo non sono inesauribili (si calcola che nel 2030 la domanda di petrolio sarà superiore all’offerta).

Dalla sfera interplanetaria a quella cittadina, dunque, è bene che ognuno faccia la sua parte, spingendo forte verso le energie pulite e rinnovabili.

 

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