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CS: MED BLUE ECONOMY, da Malta un patto per la legalità e lo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo

Napoli, 2 Luglio – Grande partecipazione al convegno sulla Blue Economy organizzato dalla Confederazione Italiana per lo Sviluppo Economico ed il Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale di Napoli, patrocinato dalla Regione Campania ed il Governo maltese, che ha ospitato un confronto con la Camera di Commercio Italo-Maltese nella splendida cornice dell’Hotel Vesuvio di Napoli. L’inizio di un percorso fatto di riflessioni e progetti concreti sull’implementazione di un modello unico e condiviso sulle maggiori linee di azione da intraprendere nel settore dell’Economia del Mare.

L’incontro, è stato voluto fortemente dall’Avv. Giuseppe Romano, presidente ASI Napoli e CISE, “per dare maggiore slancio all’economia campana non solo nell’ottica dell’internazionalizzazione, ma anche nel potenziamento delle aree industriali del Mezzogiorno grazie agli strumenti messi a disposizione dalle Zone Economiche Speciali che vedono sempre più necessaria una visione intermodale del sistema produttivo territoriale.”

 

“Malta è nel mezzo del Mediterraneo” esordisce Victor Camilleri, presidente della Camera di Commercio Italo Maltese, “come nazione abbiamo sempre partecipato a tutte le iniziative che hanno interessato l’area geografica di nostro interesse che spazia dal Maghreb  fino alle coste europee. Ed è per questo che saremo sempre interessati alla partecipazione in progetti di sviluppo con le parti attive nel settore delle attività produttive che interessano l’area marittima che ci circonda”.

“Il consorzio ASI sta facendo un lavoro di vero interesse per le amministrazioni locali” ha commentato l’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Antonio Marchiello, “aprirsi all’estero per potenziare le proprie aree facendo da attrattore di investimenti può essere il vero deterrente alla delocalizzazione. Maggiori sono le imprese che restano ed operano sul territorio, migliore è l’offerta occupazionale della Regione ”

“La riflessione della CISE si sposa con quanto sostengo da tempo: non è possibile che un paese con migliaia di coste come l’Italia abbia una percentuale di PIL ridotta per quel che concerne il business dell’economia del Mare” Ha commentato il Presidente AdSPMTC, Pietro Spirito.

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