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Cosa hanno realizzato le grandi aziende Italiane nel 2017?

Il 2017 non è ancora terminato, ma sembra sia stata una buona annata per il rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo.

 

Napoli, 15 Novembre – Mancano ormai pochi mesi alla fine del 2017 e, tutto sommato, possiamo dire che questa sia una buona annata per il rilancio del Made in Italy.

Aziende come Campari, Enel, Pirelli e Luxottica hanno vissuto un anno intenso e produttivo, vediamo velocemente cosa hanno realizzato.

Enel S.p.A., l’azienda che produce e distribuisce energia elettrica e gas, ha vinto una gara per distribuire 1,180 TeraWatt all’anno a diverse società di distribuzione in Cile, rispondendo così alla domanda di energia dal 2023 al 2043.
Inoltre, a giugno 2017, tramite PJSC Enel Russia, si è aggiudicata anche l’appalto di due progetti eolici, per un totale di 291 MW. Il responsabile di Enel Green Power, Antonio Cammisecra, ha spiegato “Guardiamo al risultato della gara come all’avvio di una filiera eolica sostenibile in Russia, capace di creare benefici sia per l’ambiente che per il pieno sviluppo del settore energie rinnovabili del Paese. Possiamo massimizzare questo grande potenziale grazie all’unicità della nostra expertise globale nelle energie verdi e alla nostra esperienza operativa decennale nel mercato russo”.
Inoltre, il 17 ottobre è stato inaugurato un nuovo Innovation Hub a Mosca, nel corso dell’Open Innovation Forum di Skolkovo. Secondo Francesco Starace, CEO di Enel, “Il Technopark di Skolkovo testimonia il successo degli sforzi compiuti dalle autorità russe per promuovere un terreno fertile in cui università, laboratori, startup e aziende siano spronati a lavorare insieme per creare soluzioni che abbiano un impatto sul nostro modo di generare, distribuire e utilizzare l’energia”. L’unione tra il polo tecnologico di Skolkovo e l’Innovation Hub, quindi, servirà a selezionare e ricercare le tecnologie russe più all’avanguardia, in particolare in due aree chiave come il settore dell’energia e l’IT.

Molte novità anche in casa Pirelli, che sotto la guida dell’Amministratore Delegato Marco Tronchetti Provera è riuscita a ritornare anche in Piazza Affari, con la più grande IPO del 2017. Il Gruppo milanese adesso è una “pure consumer tyre company focalizzata sui prodotti ‘high value‘”, diverso quindi da quella che abbiamo lasciato durante il delisting.
Tronchetti Provera ha spiegato “Negli ultimi due anni siamo cresciuti oltre ogni aspettativa nel settore high value, portandoci ad una forte crescita di redditività nonostante la crisi dell’America Latina e della Russia. Siamo cresciuti per quanto riguarda la capacità produttiva, siamo diminuiti nella gamma bassa. Un mix che migliora, maggiore redditività e un portafoglio di omologazione nelle auto di alto livello che è da leader sul mercato, questi sono gli elementi della Pirelli di oggi. Una società che ha i conti a posto, che ha ridotto il debito e è potuta andare in borsa rapidamente”.
Inoltre, l’azienda è ritornata nel mondo del ciclismo con il lancio sul mercato dei copertoni PZero Velo, prodotti ispirati alla Formula 1 di cui, Pirelli, è unico fornitore fino al 2019. Ci sono poi gli sponsor sportivi: del campionato del mondo di hockey sul ghiaccio, di sci alpino, del Team Emirates New Zealand durante l’America’s Cup del 2017 e, chiaramente, non manca all’appello neanche la maglia dell’Inter.

 

Grande fusione per Luxottica, l’azienda che produce e commercializza occhiali, fondata da Leonardo Del Vecchio, con la francese Essilor. Un’operazione da 50 miliardi di euro, che ha dato vita a un gruppo senza concorrenti in questo settore, con vendite in più di 150 nazioni e con oltre 140 mila dipendenti. Certo, i titoli in borsa si sono presto ridimensionati ma resta pur sempre una manovra importante, la seconda fusione cross border mai verificatasi in Europa. In un comunicato leggiamo “un player integrato dedicato alla cura della vista e a creare un’esperienza di livello superiore per il consumatore. Insieme, Essilor e Luxottica Group saranno in una posizione migliore per offrire una risposta ai bisogni relativi alla vista di 7,2 miliardi di persone, 2,5 miliardi delle quali non hanno ancora accesso a una correzione visiva”.
Tuttavia, questa fusione ha portato al delisting delle azioni Luxottica dalla Borsa italiana. Per il momento la holding resterà quotata solo a Parigi, ma una grande quota delle azioni sarà nelle mani di Delfin, ovvero la finanziaria di Del Vecchio. La famiglia Del Vecchio, quindi, è a capo di un colosso mondiale nel settore degli occhiali.

 

Campari, società che opera nel settore delle bevande alcoliche e analcoliche, ha terminato i primi 9 mesi con uno sviluppo del 22,3% rispetto i primi 9 mesi del 2016.

Le vendite hanno registrato un incremento dell’8,1% e anche il debito finanziario è diminuito di 1,192 miliardi, rispetto dicembre 2016.

Il CEO Bob Kunze-Concewitz ha dichiarato “Rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una performance positiva nell’anno per i principali indicatori, trainata dalla continua sovra performance delle marche a priorità globale e regionale a elevata marginalità nei mercati principali. Ci aspettiamo che la marginalità lorda possa continuare a beneficiare del mix favorevole delle vendite, ancorché impattata da effetti inflazionistici sui costi dei materiali nei mercati emergenti e da rialzi nei prezzi di alcune materie prime, in particolare quello dell’agave, previsto in forte aumento nel 2018”.

 

 

 


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