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Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani: Nota ministeriale n. 2971 del 17 marzo 2017 abilitazione estero

Napoli, 4 Aprile – Nelle ultime settimane, a seguito della nota ministeriale  n. 2971  del 17 marzo 2017, numerosi sono stati gli interventi sui social e sui siti web di maggior diffusione, come Orizzonte Scuola, attraverso i quali si è cercato di manifestare opinioni e proporre interpretazioni, purtroppo non sempre utili, e spesso tali da mettere in pericolo il buon esito di procedure abilitanti realizzate con serietà in Spagna.

                Le posizioni assunte peccano spesso di generalizzazione, talvolta basandosi su interpretazioni estremamente diverse:

–  Da un lato, c’è chi afferma che la nota ministeriale sia solo una comunicazione a carattere meramente deterrente che non avrebbe alcun effetto e che non determinerebbe alcun cambiamento sull’attuale assetto.

– Dall’altro, c’è chi diffonde l’inverosimile informazione sull’impossibilità di inserimento in graduatorie di istituto di seconda fascia per gli abilitati esteri, proponendo a tale scopo l’impugnazione collettiva di una mera nota interpretativa senza peraltro tentare una seppur minima distinzione in base alla posizione giuridica in cui si trova il singolo docente.

Vista la situazione che tende solo a generare  notevole incertezza e preoccupazione, raggruppando gli abilitati ed abilitanti in Spagna all’interno di un unico e (probabilmente, per alcuni) comodo calderone nel quale bruciare aspirazioni e obiettivi professionali, l’ufficio legale del Coordinamento nazionale docenti per i diritti umani ha ritenuto opportuno scrivere il presente articolo per cercare di chiarire alcuni aspetti, che, per semplicità, si riassumono nei seguenti punti:

1) Non tutti i docenti si trovano nella stessa situazione giuridica, per cui non è possibile applicare un’unica soluzione per tutti indistintamente. C’è una notevole differenza tra abilitati con riconoscimento, abilitati con riconoscimento condizionato, soggetti con procedura di riconoscimento in corso, soggetti con titolo di master de profesorado già conseguito, soggetti che iniziano il percorso abilitante a partire da settembre 2017, etc. In altri termini, aderire a ricorsi o altre soluzioni generalizzate (soprattutto per alcuni) può convertirsi in un rischio di pregiudizio e non in un vantaggio;

2) Non è vero che il MIUR abbia, ad oggi, chiuso le graduatorie di seconda fascia di istituto agli abilitati all’estero con provvedimento di riconoscimento. Chi afferma ciò sta attuando forme di raggiro e non di tutela.

3) Non è vero che la nota ministeriale non abbia alcun peso. La nota indica un serio orientamento che va preso in considerazione, tenendo presente la fase della procedura in cui si trova il singolo docente abilitando.

4) Non è vero che nulla è cambiato. Nel 2016, è entrata in vigore una nuova normativa che muta sensibilmente l’assetto delle procedure di riconoscimento.

5) Non è vero che il MIUR non riconosca i titoli ottenuti in Spagna. L’ufficio VIII MIUR, dopo un periodo di estrema difficoltà e ridefinizione dello staff, ha iniziato a emettere nuovi provvedimenti di riconoscimento.

6) Non è da escludere che il MIUR nelle more della gestione delle numerose pratiche continui a ritardare e, in alcuni casi, ad emettere provvedimenti anche a contenuto erroneamente negativo. Non per questo, il docente che abbia realizzato seriamente il percorso deve ritenere che la procedura sia definitivamente persa!

In conclusione, per ogni singolo docente abilitato o abilitando è opportuno evitare adesione a ricorsi generalizzati che non tengano conto della fase della procedura, così come è bene non abbracciare la tesi di chi afferma che nulla sia cambiato. Il consiglio è quello di fissare un appuntamento [non con la segreteria, ma] con il legale dell’ente che segue la pratica, per ricevere dettagliate informazioni sulla base della propria posizione giuridica (è stata iniziata la procedura di riconoscimento del titolo in Spagna? É stata iniziata la procedura di riconoscimento in Italia? Con quali documenti?)

                In assenza di legali, il Coordinamento Docenti della disciplina per i diritti umani, in considerazione della palese violazione della libertà di circolazione dei docenti, ha deciso di mettere a disposizione il proprio ufficio legale a supporto dei docenti interessati.

                Per chi è in attesa di riconoscimento, sarà pertanto possibile esporre la propria posizione scrivendo a coordinamentodirittiumani@gmail.com, indicando nell’oggetto: problemi riconoscimento Spagna, allegando la documentazione e spiegando lo stato in cui si trova la pratica. La valutazione della singola situazione avrà carattere gratuito e sarà trattata dall’Avv. Parente Alessio, essendo limitata alla verifica della necessità di azione legale o meno.

 

 

 

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti

della disciplina dei Diritti Umani

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