Attualità

COMM’AMMA FA?

Napoli, 9 Ottobre – Non occorre aver conseguito titoli di studio, masters e quant’altro per capire che il servizio ferroviario regionale del Bel Paese sia ben lungi dal raggiungere i livelli di quello offerto dai vettori attivi nei Länder Tedeschi (eccezion fatta per talune tratte della Lombardia, come ad esempio la Milano-Mortara, dove il trasporto locale è abbastanza efficiente); ma qui nel Mezzogiorno -e in particolare in Campania- la situazione sta diventando insostenibile per gli utenti: centinaia di corse cancellate (specie nei week-end), aumento del prezzo dei biglietti, treni lenti e poco confortevoli e, non da ultimo, la pessima gestione del servizio, a cominciare dalla manutenzione e dall’organizzazione del lavoro.

Venerdì sera, intorno alle diciannove e venti, son giunto -facendo una corsa alla maniera di Usain Bolt, c’è da dire!- alla stazione di Piazza Amedeo: dopo un pomeriggio trascorso a lavorare con intensità, avvertivo il bisogno di raggiungere casa quanto prima, sì da poter staccare un po’ la spina; ma l’anzidetta corsa s’è rivelata vana, dal momento che il treno per Pozzuoli, previsto in partenza alle diciannove e ventinove è regolarmente annunciato dall’altoparlante, non ha effettuato fermata a piazza Amedeo, la qual cosa mi ha lasciato di ghiaccio. Se gli altri passeggeri in attesa non mi avessero avvisato di un black-out occorso pochi minuti prima ch’io raggiungessi la banchina, il dubbio che assillava la mia mente sarebbe rimasto irrisolto, data la carenza di informazioni a riguardo ad opera di un personale……a mio dire dormiente: il guasto poc’anzi menzionato era stato celermente risolto, ma nessuno ha provveduto ad informare tempestivamente il personale di macchina e di bordo che la fermata di piazza Amedeo era nuovamente agibile, la qual cosa trovo assurda (anche perché gli impiegati delle Ferrovie sono dotati di un tablet e di un cellulare di servizio).

Ma l’elenco dei problemi da risolvere non può certo dirsi esaurito, dal momento che anche le condizioni di viaggio a bordo dei convogli adibiti al trasporto locale non sono certo confortevoli: molti materiali -come ho già avuto modo di evidenziare in un articolo precedentemente pubblicato- sono obsoleti, sovente privi di display informativi e rampe per agevolare la salita e discesa dei viaggiatori con ridotte capacità deambulatorie; ed il sistema di verifica dei titoli di viaggio è uno dei più inefficienti d’Europa (molte persone, infatti, viaggiano “in nero”); non da ultimo, va precisato che gli innumerevoli ritardi, disservizi e soppressioni determinano non di rado il fenomeno dei “treni pollaio”, che non va affatto sottovalutato (tra i tanti utenti vi sono, infatti, anche persone affette da patologie piuttosto gravi, alla cui salute lo stare tra la folla non giova affatto).

Cari Lettori, secondo Voi come si potrebbe far fronte a questa situazione particolarmente critica? Io, dal canto mio, proporrei all’Assessore Regionale dei Trasporti di fare –per prima cosa- un giretto a bordo dei treni serventi le tratte locali, in modo da poter constatare di persona come stanno procedendo le cose; dopodiché……occorre prendere una serie di decisioni (specie in materia organizzativa e di sorveglianza, mediante l’investimento di fondi), altrimenti si rischia un regresso suscettibile di dar luogo a spiacevoli conseguenze, tanto sotto il profilo sociale quanto in ambito squisitamente politico.

 

Adriano Spagnuolo Vigorita 

 

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