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Cimitile, come fare sport senza strutture sportive: storia di incuria, di devastazione, e di cattiva amministrazione

Cimitile, 29 Settembre  – Una città senza strutture sportive. Una storia di progetti interrotti, di stabili abbandonati, di aree devastate. Di cattiva amministrazione. A denunciare il caso è il gruppo consiliare di opposizione “Uniti con Prima Cimitile” che evidenzia come nei i prossimi mesi porrà al centro del dibattito politico la vicenda, che esclusa una parentesi di pochi anni, è riconducibile sempre alla stessa gestione amministrativa.

La recente iniziativa del Cif – affermano i consiglieri del gruppo consiliare di opposizione Francesco Di Palma, Carmine Greco, Angelo Manganiello, Filomena Balletta – in cui si risaltano i meriti sportivi di alcuni cittadini rappresenta un fatto certamente lodevole, proprio in considerazione della circostanza che a Cimitile abbiamo una totale assenza di strutture sportive la cui gestione riconducibile sempre alla stessa maggioranza ha prodotto solo opere incompiute o relegate al più totale abbandono“.

E’ il caso del campo sportivo “P. Peluso” dove i lavori di sistemazione previsti sono stati affidati sin dal 2008 alla ditta designata, ma allo stato non risulta alcun verbale di consegna e di fatto non sono mai partiti. L’impianto, attualmente, versa in condizioni di totale degrado e abbandono

Altro esempio è quello della palestra di via Enrico De Nicola, completata e mai consegnata.

Ed ancora la palestra del rione Gescal, mai omologata e nel tempo devastata.

Sempre nel rione Gescal, si registra lo stato di abbandono dei campetti realizzati dall’Iacp . Per non parlare poi della palestra, presso la scuola Carlo Guadagni, che non è a norma.

Nei prossimi giorni – concludono i consiglieri comunali di Uniti con Prima Cimitile –. presenteremo una richiesta per un Consiglio comunale sull’ argomento per riaccendere l’attenzione sulla questione, evidenziando gli interventi da mettere in campo per rendere concretamente utilizzabili queste strutture, prima che vangano completamente cancellate dal disinteresse generale“.

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