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Castello di Palma, il borgo è in festa in onore di San Giovanni Battista

Palma Campania, 23 Giugno – “Vivi il borgo” è il titolo della festa che si svolgerà oggi e domani a Castello di Palma. L’occasione è il giorno dedicato a san Giovanni Battista, al quale la popolazione del borgo è fedele da tempo immemorabile. In onore del santo sarà celebrata la funzione religiosa (domani 24 giugno alle ore 18.30) e, a seguire, si terrà la processione, alla quale prenderanno parte anche alcuni Cavalieri dell’Ordine religioso di San Giorgio in Carinzia. Ci saranno inoltre momenti d’intrattenimento e conviviali, come il concerto “Dal Vesuvio all’Andalusia” del maestro Espedito de Marino con la premiata orchestra Mediterranea (oggi alle 21.00) e la coinvolgente Tarantella Avellinese da Paternopoli del gruppo di Tonino detto Fuoco Boccella (domani, dopo la processione; a seguire ci saranno anche la degustazione gastronomica e poi i fuochi pirotecnici).

Abbiamo chiesto al parroco della chiesa di San Giovanni, don Antonio Nunziata, e al promotore della festa, prof. Filippo Rainone, cavaliere dell’Ordine di San Giorgio in Carinzia e latore dell’invito agli altri cavalieri, alcune considerazioni su questo evento che si rinnova da sempre in un borgo medievale che medievale non è più, sospeso com’è tra un passato ormai lontano e una modernità che pare non aver attecchito completamente.

“Il borgo, frazione di Palma Campania, è il nucleo più antico del comune ed è quello che più di altri ha conservato le radici della cultura contadina”, ci spiega il prof. Rainone. “È un posto semplice, in cui si possono scorgere gli elementi architettonici dell’antica fortezza medievale e apprezzare la tranquillità, la bellezza mozzafiato del panorama e la cordialità degli abitanti, con i quali è un piacere conversare, prendere un caffè e giocare a carte. Purtroppo lo spopolamento (molti giovani dopo gli studi si trasferiscono), la mancanza di investimenti e di programmazione degli interventi sul territorio non favoriscono la valorizzazione di questo posto meraviglioso, che in certi punti sembra addirittura abbandonato. La festa è stata l’occasione per un intervento di manutenzione accurata, che ha consentito di rimuovere detriti sparsi che costellavano il borgo e le strade limitrofe. Un grande aiuto è offerto dalle associazioni, come la Pro Loco Castello, i cui volontari più volte negli ultimi anni si sono dedicati alla pulizia e alla valorizzazione dell’area del torrione medievale e non solo a quella. In questo periodo abbiamo lavorato tanto, con l’ausilio della cooperativa che si occupa della raccolta dei rifiuti nel comune di Palma. Siamo abbastanza soddisfatti, ma questo è solo un intervento straordinario, mentre la rinascita del borgo deve passare attraverso un impegno sostanziale”.

Sulla stessa linea il parroco, don Antonio, che invita a riflettere soprattutto sul contesto sociale perché, sull’esempio di san Giovanni Battista, non ci si chiuda in un passato nostalgico di contemplazione, ma si cerchi di essere propositivi. “La ricorrenza di san Giovanni per Castello rappresenta qualcosa di ancestrale. Il santo è uno degli elementi dell’identità di Castello. Lo è anche a chiesa, che purtroppo però in questi anni sta presentando diversi danni alle strutture. L’edificio è documentato fin dall’epoca longobarda all’interno della fortezza medievale da cui ebbe origine il borgo di Castello. La struttura attuale, barocca, conserva al suo interno la statua del santo, quella portata in processione, e anche un bel quadro settecentesco che raffigura la Predica del Battista alla folla. Ma cosa predicava san Giovanni? Diceva di non aver paura del nuovo, di Gesù, di colui che per l’epoca rappresentava un nuovo messaggio, una nuova Fede, in contrapposizione al mondo dell’Antico Testamento, obbediente alla Legge, ma cristallizzato”. Don Antonio Nunziata ci invita a pensare al significato intrinseco della festa. “La ricorrenza religiosa, con suoi riti e i  festeggiamenti, è un bel momento per la comunità e per coloro che si uniscono ad essa. È una festa di famiglia, partecipata, centrata e allargata. È un momento di relazioni, di scambio di sorrisi, di sincere strette di mano. Dovrebbe essere superamento di contrasti, riflessione, riscoperta del significato del messaggio cristiano, apertura al nuovo. Così come Giovanni accolse Gesù e testimoniò fino a perdere la vita, il popolo cristiano, dopo due millenni, deve uscire dagli schemi delle abitudini, delle consuetudini e deve guardare al futuro senza timori. Il Battista, che pagò con la decapitazione la sua testimonianza di Fede, ci invita alla convinzione, all’accoglienza del nuovo, senza schemi precostituiti e senza preconcetti”.

La festa è dunque l’occasione per aprire il cuore e la mente, è il momento dell’aggregazione, della partecipazione collettiva al rito religioso, ma anche della condivisione dello spettacolo musicale, del ritmo della musica, dei sapori della gastronomia e della magia dei fuochi pirotecnici. Per Castello sarà il momento della fede e dell’accoglienza, ma anche della riflessione sull’importanza delle novità che potrebbero ridare linfa al borgo, custode della tradizione contadina, ma allo stesso tempo,  grazie alla sua favorevole posizione geografica, affacciato sul mondo che lo circonda. Vivi il Borgo ha questi intenti. Non resta che partecipare e conoscere la comunità del borgo, con la quale è sempre piacevole fare amicizia e riscoprire la bellezza di un luogo pieno di fascino.  

 

 

 

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Nata a Napoli, lavora nel settore dei beni culturali e della comunicazione. Ha scelto di non lasciare il Sud perché ritiene che esso abbia ancora tante cose belle da raccontare”.

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