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Castel Volturno, “Un marito per mia figlia”: successo per commedia di Dino Correale in scena all’Auditorium S.M. del Mare

Castel Volturno, 15 Giugno Ironia e paradosso che caratterizzano uno spettacolo a dir poco irriverente. Sono questi i temi centrali intorno a cui ruota la commedia “Un marito per mia figlia”, a cura del gruppo teatrale “Una serata con voi”, andata in scena, a partire dalle ore 20:30, sabato 9 giugno, presso l’Auditorium S. M. del Mare di Pinetamare in Castel Volturno.

Gli irriverenti due atti sono stati concepiti dal regista, nonché attore nell’occasione (nel ruolo di Roberto), Dino Correale e presentati da Eleonora Reale. A salire sul palco sono stati Roberto Parlato (Sciurillo), Maria Pelliccia (Carolina), Antonietta Bosti (Teresina), Gennaro Polisano (Biasiello), Angela Carpasio (Rosanna), Vittorio De Masi (Ginotto), Cristina Merseglia (Rituccia), Cristina Reale (La proprietaria), A. Maria Laviano (La contessa), Nando Prisco (Nanduccio), Paki Conte (Nicolino), Serena Palmiero (Serenella), Rosa Piscopo (Rusella) e Francesca Oliva (Maritella). Con la partecipazione d’eccezione del parroco Padre Antonio Palazzo.

Numerosissimi i sorrisi regalati alla platea, fortemente coinvolta sin dal primo minuto in scena. Il forte accostamento tra arte e lingua napoletana, ha fatto sì, quasi magicamente, fosse reso un omaggio alla scuola del teatro di De Filippo. I battibecchi tra “Sciurillo” e “Carolina” son, così, divenuti momenti dal profondo spirito teatrale. Altro tema affrontato (tra i diversi che meriterebbero attenzione) è stato quello della famiglia e di due genitori che, nonostante la povertà, viziano (ed è dir poco) la piccola, appena 33enne, Teresina, costantemente intenta a mangiare un panino infinito ed in cerca di un amore irraggiungibile, alla luce degli oltre trenta aspiranti partners entrati e rovinosamente usciti dalla sua vita. Nel caso di Carolina, i simili si accostano perché il fidanzato dell’occasione è niente poco di meno che Biasiello, sventurato protagonista di scontri con Sciurillo finiti, e non è un eufemismo, all’ospedale. Diverso il discorso per la sorella, la quale trova l’amore in Roberto, uomo ricco e dal forte fascino, che diventa subito oggetto di “studi” decisamente materialistici da parte di Sciurillo e moglie.

“Questa rappresentazione teatrale va a ritrarre quella forte differenza sociale, purtroppo sempre più attuale, tra ricco e povero. Abbiamo voluto proporre uno spettacolo che presentasse, in modo ironico ed a larghi tratti paradossale, il contrasto creatosi all’interno delle nostra realtà  – dice il regista Dino Correale -. In questo modo abbiamo lanciato un messaggio chiaro di negazione all’emarginazione sociale, poiché, di fronte alla vita, con c’è distanza né di vario che tenga”.

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