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Caserta, Cgil Cisl e Uil si uniscono per aprire il dialogo con Confindustria. I lavoratori del Bacino di Crisi di Caserta:”La nostra situazione non può morire”

Caserta 23 Dic. –  Le tre sigle sindacali nell’ultimo unitario  hanno lanciato una proposta che sottoscriveranno con i lavoratori del < BACINO DI CRISI DI CASERTA> riaprire subito un dialogo con Confindustria  dove  verranno portate all’attenzione del presidente Traettino   un insieme di proposte, concepite per essere attuate  nella loro interezza, con il fine di affrontare al meglio la difficile situazione congiunturale e governare con più efficacia i processi di transizione industriale. C’è la forte necessita di aprire il rapporto con Confindustria perché il lavoro si crea solo se le aziende sono pronte ad investire. Gli indicatori  del mercato del lavoro risentono, infatti, di una situazione di profonda crisi, il nostro futuro è stato  ammazzato  dalla politica i  recenti interventi legislativi  hanno cancellato tutti gli  ammortizzatori sociali  negando   definitivamente il sostegno economico ai  lavoratori, tutte le nostre  speranze sono finite,  oggi il nostro futuro  risulta essere disastroso.
 
Manca la  strategia   politica  del lavoro e manca ancora un assetto compiuto  delle politiche attive.
Noi lavoratori   del < BACINO DI CRISI DI CASERTA> proponiamo  un modello innovativo di gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali che metta  al centro la ricollocazione dei lavoratori, assegnando alle parti sociali, attraverso la contrattazione, un ruolo attivo e di grande responsabilità. In particolare,  individuiamo specifiche soluzioni da adottare in due differenti contesti:  ricollocazione  negli enti della Pubblica Amministrazione, laddove siano previsti posti di lavoro, ma contemporaneamente  proponiamo, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori in aziende che vogliono davvero investire. “Sostegno economico, retroattività della mobilità in deroga, corsi di formazione retribuiti, rilancio occupazionale tramite il P.A.C.( che ha sostituito i vari Accordi di Programma ) sono i diritti che noi pretendiamo”.Ci auguriamo che Confindustria possa davvero aprire le porte per un tavolo tecnico sulla situazione del lavoro,  qui nella nostra provincia si corre verso il tracollo.
Per le attività di formazione e di outplacement  noi lavoratori  proponiamo la possibilità  di operare attraverso i fondi interprofessionali; nelle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre alle misure sopra descritte,  la disciplina degli ammortizzatori sociali senza discriminazione per tutti.  Noi siamo disposti a tutto, ora bisogna che gli  imprenditori  di questa nostra provincia facciano gli uomini. Se vogliamo tenere accesi  i riflettori  su “Terra di Lavoro”, mettiamo in campo tutte le forze necessarie,  perché non si può più parlare, ora è il momento di agire. Il Bacino di Crisi deve essere svuotato, questa dichiarazione fatta dai governi precedenti, non deve mai essere dimenticata.
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