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Casamarciano, Festival Scenari Casamarciano. Festival Nazionale del Teatro IX edizione: al via “Dignità autonome di prostituzione”

Casamarciano, 10 Settembre – Il Festival, che si tiene nel Complesso Badiale di Santa Maria del Plesco, si è aperto con tre serate introduttive. Uno spettacolo di Luciano  Melchionna. Sicuramente un Kolossal del teatro visto le sue notevoli dimensioni di proposizione scenica. Uno spettacolo dal format di Betta Cianchini e Luciano  Melchionna per la regia dello stesso Melchionna.

Da citare inoltre i bei costumi di Milla, il disegno luci di Gianni Caccia, l’assistenza alla regia di Sara Esposito. Una produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Fondazione teatro di Napoli – Teatro Bellini. Un’autentica squadra teatrale con la collaborazione dei seguenti attori che ha creato le varie sezioni artistiche nelle quali è suddiviso lo spettacolo: Raffaele Ausiello, Mauro F. Cardinali, Federica Carruba Toscano, Betta Cianchini, Marco Corcione, Cinzia Cordella, Veronica  D’Elia, Marika De Chiara, Renato De  Simone, Adelaide di Bitonto, Sara Esposito, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Emanuela Gabrieli, Raffaele Giglio, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Her Dolores Melodia, Gianluca Merolli, Momo, Sabba, Nicola Scagliozzi, Irene Scarpato, Simona Serraponte, Chiara Spoletini, Ssandro Stefanini.

Al Festival Scenari Casamarciano torna, per il secondo anno consecutivo, Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna, uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni, in una “Summer Edition”; lo spettacolo già nella passata edizione conseguì notevole consenso. Un grande ritorno per Luciano Melchionna e il suo straordinario gruppo di attori, cantanti, musicisti, fantasisti. Suggestiva la location per il Festival e per quanti si recheranno a Casamarciano; nuovi percorsi di teatro installati in un luogo di antica bellezza e grande suggestione storica. Potremo definire lo spettacolo, una folle giostra guidata da ‘Papi’ Luciano Melchionna;’Papi’ un soprannome affettuoso! Una proposizione prodotta da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, che ha scardinato le convenzioni classiche del teatro.  Contemporaneamente vanta ben 44 edizioni, oltre 400 repliche e più di 500.000 spettatori che, in numerose città italiane e non solo, replica dopo replica, hanno applaudito più di 300 attori/performers.

In questa nuova edizione, Luciano Melchionna ha trasformato gli spazi antichi e se­ducenti del Complesso Badiale di Casamarciano nel bordello più famoso d’Italia, coinvolgendo il pubblico nel suo gioco d’illusioni e divertimento. Un bordello particolare dove si vede, non quello che è la prima impressione, ma l’arte teatrale. Gli spettatori, avvolti nella luce rossa, sono entrati nella “Casa Chiusa dell’Arte” dove gli attori e le attrici, a volte rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano i clienti/spettatori, muniti di ‘dollarini’; si tratta di riproduzioni di dollari usati come se fossero realmente moneta corrente.  In tal modo si dovrà contrattare il prezzo delle singole prestazioni con l’intrigante e stravagante Famiglia teatrale. Conclusa la trattativa, il’cliente’ – solo, in coppia o in gruppo, a seconda delle ‘perversioni’ – si apparterà in un luogo segreto, dove godrà di una o più ‘pillole di Piacere’. Piaceri intesi come artistici: monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dal regista.  Risate, lacrime, teatro, musica, circo, danza, giochi, sguardi, silenzi, urla e applau­si per un’esperienza teatrale inusuale che vuole emozionare e far riflettere. Come dice lo stesso ideatore, autore e regista Luciano Melchionna, “Dignità autonome di prostituzione è uno stupore nuovamente sollecitato, tramite un teatro che non è auto-celebrativo, ermetico o fine a se stesso, ma prima di tutto magia e sogno”.

Un sogno che ha preso vita negli spazi più imprevedibili del Complesso Badiale Santa Maria del Plesco di Casamarciano, durante tre serate uniche che hanno catapultato gli spettatori del Festi­val in una dimensione surreale, un percorso itinerante attraverso luoghi ‘segreti’ d’incommensurabile bellezza. Alcune varianti rispetto alla scorsa edizione sono evidenti: lo spettatore è accolto in maniera irrazionale; attori che interpretano fantasmi in un luogo tetro e fuori dal tempo; un luogo abitato dagli spiriti. Solo l’inizio è tale; immediatamente il tutto si trasformerà in un’indimenticabile festa, dove il pubblico si sentirà parte di essa quale elemento recitativo; quella che qualche critico definisce l’abbattimento della quarta parete. Nell’introduzione dello spettacolo attori interpretano delle figure non appartenenti a questo mondo razionale; essi sono poco vestiti; coprono solo, con celata disinvoltura, le parti intime.

Un nudo artistico che da origine a un racconto scenico dinamico sempre più coinvolgente. Su di una parete del complesso storico appaino immagini proiettate, filmati, una frase storica riguardo al teatro a firma di Carmelo Bene, una casa che sembra disabitata da qualche tempo, immagini contorte artistiche; un modo per rendere suggestivo l’ambiente scenico. Presto l’evento teatrale, non a caso, festeggerà un record di grande prestigio: 12 anni di repliche! Nell’epilogo, cosa inusuale ma molto cordiale, gli attori hanno salutato tutti gli spettatori in fila, ognuno singolarmente, sulle note di una nota canzone di Jovanotti ” Quando sarò vecchio”.

Antonio Romano

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