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CARO MINISTRO…

Napoli, 13 Settembre – La scuola italiana ha imminente bisogno di maggiore attenzione da parte della politica perché le problematiche sono troppe, troppo gravi ed indifferibili. Le innumerevoli riforme cui è stata soggetta l’hanno drogata, ipnotizzata, l’hanno resa disabile fino al punto di farla pian piano andare verso uno stato comatoso. La nostra povera scuola, caro Ministro dell’Istruzione ha bisogno di finanziamenti, di infrastrutture idonee, adeguate e a norma, di ammodernamenti tecnologici, ma soprattutto di insegnanti che tornino a far appassionare gli alunni. Pertanto c’è bisogno che gli stessi insegnanti vengano valorizzati, incentivati, premiati e sostenuti nell’attività didattica dalla classe politica e da dirigenti scolastici che lavorano per l’amore della scuola e non secondo i fini del “dio denaro”, del potere, della politica con la “p” minuscola e del prestigio personale.

La scuola, caro Ministro, ha bisogno di docenti pagati adeguatamente al loro duro, delicato ed importante lavoro che svolgono e non meritano di essere continuamente presi in giro dalla politica con promesse, contentini ed elemosina. In questi anni la classe docente è stata fin troppo vessata, trascurata, sminuita dalla politica e dalle relative riforme, tanto da essere sbeffeggiata, derisa e screditata dall’opinione pubblica al punto da essere maltrattata non soltanto dai genitori e dagli alunni, ma soprattutto dallo Stato.

È a dir poco un’azione scellerata quella di uno Stato che non si preoccupa minimamente dei suoi dipendenti, che non li difende, li sostiene, li incoraggia, li tutela e che non valorizza chi forma, ogni giorno, il futuro del nostro Paese. Con il nuovo “inquilino” in Viale Trastevere mi auguro che le cose possano cambiare in meglio, che si provveda a retribuire DECENTEMENTE i docenti per il lavoro che svolgono, in classi meno affollate, meno pollai e che permetta loro di ritrovare l’entusiasmo per la scuola.

Senza dimenticare i tanti docenti costretti ad emigrare abbandonando affetti, legami e famiglia, i tanti colleghi maltrattati e bistrattati da un sistema ad personam che consente di fare e disfare, a proprio piacimento, il presente e, soprattutto, il futuro altrui, i tanti giovani rimbalzati e parcheggiati tra un concorso all’altro e da una graduatoria all’altra tra ingiustizie, errori ed orrori grossolani… Io confido in lei, non ci deluda anche lei…LO FACCIA PER I “SUOI” E I NOSTRI FIGLI, GRAZIE…

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