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Carnevale palmese, esplosione di colori e danze caraibiche: “quattro chiacchiere” con l’artista Salvatore Montanino

Palma Campania, 3 Marzo – Per la kermesse carnascialesca 2019 l’associazione culturale “Teglanum” presenta “La regina di Barranquilla”, personaggio rappresentato dalla maestra di bacchetta Carmela della Gala, primogenita del pluripremiato maestro, nonché direttore artistico della quadriglia, Aldo. La Teglanum dimostra, ancora una volta, cura per i dettagli. La quadriglia è, infatti, un’esplosione di colori sgargianti e danze caraibiche che travolgono senza freni le strade della cittadina.

Uno dei creatori di costumi-struttura è Salvatore Montanino. Impiegato statale di professione, è cresciuto con il Carnevale palmese. Fin da piccolo, come lui stesso racconta, è sempre stato affascinato dall’arte in tutte le sue sfaccettature.

 “Ho ereditato questa passione da mia madre. Anche lei, per hobby, cuciva i vestiti per le sfilate carnevalesche” afferma l’artista palmese. Il mio primissimo costume, che ho per altro realizzato quando ero ragazzo, sotto la sua guida, è stato il mazzo di carte. Da allora non mi sono mai fermato. Con le mie mani ho costruito numerosi altri costumi e accessori. Tanto cari alla mia memoria sono l’Anguria, poi riproposta in un’edizione recente del palio per la quadriglia “Gli amici di Pozzoromolo”.

La memoria mi riconduce ai costumi-struttura creati per Donato Santella, mio caro amico, che da sempre si maschera nel “Gruppo storico, Quadriglia degli Studenti”. Tra i tanti, che ho concretizzato per lui, il mio preferito è sicuramente una gondola che raggiungeva i quattro metri di lunghezza. Poi ci sono i costumi creati per Pierino Alfano, che è anche mio collaboratore.  Molti tra questi, come “La via lattea”, hanno fatto vincere a lui e alla  sua Quadriglia A’ Livella, il premio “Migliore cacciata” nel 2011.  Un posto speciale in questo album dei ricordi lo ricopre anche l’Elefante che ho realizzato per la quadriglia Teglanum nel 2011, dal tema The Lion King. La struttura aveva dimensioni pari a quella di un vero elefante e doveva essere indossata da ben quattro persone.”

L’umiltà e la generosità di Salvatore Montanino, sempre di larga disponibilità della sua arte per ogni quadriglia palmese, non hanno eguali. La sua abitazione, durante il periodo di Carnevale, è oasi serena per chiunque voglia soccorso o consulenza.

“Non sono geloso delle tecniche acquisite in oltre 40 anni di esperienza artistica; mi fa piacere essere fonte da cui possa attingere chiunque venga da me e mi chieda un aiuto per il suo costume di Carnevale o altro e ne faccia tesoro di apprendimento”.

I materiali utilizzati da Salvatore sono alla portata di tutti. Oltre ad acciaio e gommapiuma, utilizza anche materiali di riciclo. Esempi lampanti sono i tre costumi che l’artista ha realizzato  quest’anno per la quadriglia Teglanum.  Le strutture basi sono state create utilizzando le ruote di un passeggino.

“Il mio intento” spiega Montanino”era quello di creare un costume che si elevasse in  altezza e che abbracciasse tutta la persona. Riconoscendo la difficoltà nella deambulazione per chi l’indossasse , data l’imponenza della struttura, ho pensato di realizzare una forma che somigliasse al carretto, dal quale le quadriglianti si potessero sganciare, tramite un supporto applicato ad uno zainetto in acciaio. L’adozione delle ruote era fondamentale, ed ho quindi pensato di procurarmele da un obsoleto passeggino, per ammortizzare l’attrito sui basalti caratteristici delle strade di Palma. All’isola ecologica mi hanno fornito ciò che mi serviva. La soddisfazione che provo nel riciclare è immensa, perché con la mia opera  do anche un contributo,  sebbene piccolo, al mio paese,in quanto l’inquinamento ambientale è un problema che vivo con molto rammarico. Le strutture basi dei tre costumi foggiate utilizzando le ruote di un passeggino sono la mia maniera per dire che ognuno, con la propria creatività, può soccorrere l’ambiente creando utili manufatti a costo zero.”

La Quadriglia della Teglanum propone una rivisitazione del Carnevale dell’omonima città colombiana, tradizione che, per la bellezza dei costumi e il coinvolgimento dei cittadini, è seconda a Rio de Janeiro nella lista dei Carnevali più belli al mondo.

Due dei costumi-struttura rappresentano le prime giornate cruciali del Carnevale colombiano. Vale a dire la” Gran parada” e la “Battaglia dei fiori” indossati dalle sorelle Ylenia e Giovanna Ambrosino.

Il primo è costituito da un’anima d’acciaio rivestita di gomma-creola e piume, mentre l’altro, è formato sempre dalla stessa struttura portante ma adornato con piante e fiori sintetici. Il terzo costume realizzato per la Teglanum viene indossato da mia figlia Antonella e rappresenta l’Unione tra Palma Campania e Barranquilla.  Vi è infatti la torre, simbolo della nostra cittadina, e due circoli di piume, emblema, invece, dei Carnevali sudamericani. Il vestito è altro 3.80 m, le anime del carrellino della gonna e della torre sono in acciaio e rivestite di stoffa traforata e gomma-creola.  Il tutto è impreziosito da piume e pietruzze colorate. Ovviamente tutte e tre le strutture sono provviste di un impianto luci.”

Oltre ai tre importanti costumi, Salvatore Montanino ha fatto altro.

“Ho creato quest’anno, sempre per la Quadriglia Teglanum, uno scheletro di 3.80m che si muove roboticamente con il quadrigliante che lo indossa.

L’albero della vita è un costume indossato da 6 quadriglianti che unendosi, formano il costume completo.”

 Montanino continua illustrandoci il lavoro dei costumi.

“Desidero inoltre, citare l’Angelo della vita e il  Fantasma della morte rappresentati dal mio amico Mario Cassese e da suo figlio Viviano, e ancora, la  struttura delle quattro ancelle della maestra , costumi indossati da Malinconico Maria, Nappo Pina, Rosa Alfano, Caliendo Marianna, e quello della mascotte della quadriglia.

Fondamentale è stato l’aiuto degli amici Angelo Rega e Ferdinando Salvi per realizzare il lavoro.”

Salvatore è una vera e propria esplosione di creatività, sempre intento a cercare nuove tecniche e nuovi materiali per migliorare il suo bagaglio artistico e i suoi costumi struttura.   Il suo desiderio di perfezione, la sua ricerca dei particolari, lo contrassegnano un ingegno poliedrico, in quanto tutto ciò che è arte lo interessa. Non c’è da stupirsi che sia anche creatore di sculture, presepi e dipinti.

L’artista conclude: “Mi dispiace che, né Antonella né Giovanna, mie figlie, vogliano seguire la mia passione per farne un lavoro, perché questa potrebbe anche rappresentare un’attività abbastanza remunerativa . Sarebbe sicuramente un bel mestiere. Fare arte, partire da un’idea, solo tua, e poi darne forma è una sensazione unica al mondo. Quando realizzo i miei manufatti mi sento felice. Proprio come quando da bambino, la mattina di Natale ricevevo delle nuove costruzioni e con fare ingegnoso procedevo a costruire piccoli castelli.

Il mio augurio per tutti i giovani è quello che si possano sentire in questo mondo, mentre svolgono il proprio lavoro, con gli occhi pieni di gioia, le mani operose e il cuore colmo d’amore. La passione è vita. E, come dice un vecchio detto, “Impara l’arte e mettila da parte” perché è sempre utile imparare e inventarsi un lavoro.”

 

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