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Carbonara di Nola in festa: grande emozione e fede per San Michele Arcangelo

Carbonara di Nola, 11 Settembre – Ultima serata di festeggiamenti celebrata in onore di San Michele Arcangelo in Piazza Municipio. Ogni anno, come per tradizione, la festa viene anticipata nella seconda settimana di settembre per evitare la sovrapposizione con quella dei Santissimi Medici Cosma e Damiano, patroni di Carbonara di Nola, che avviene il 26 settembre. I cittadini, molto devoti a San Michele Arcangelo, danno seguito alla processione con la Statua del Santo in giro per il paese, funzione che viene divisa in due uscite.

La domenica mattina si percorre la zona alta di Carbonara e di pomeriggio la zona bassa fino al Rione Battipaglia. Quest’anno, per l’occasione, il Comitato Festa di San Michele Arcangelo è stato costituito dai presidenti Daniele Cosimo, Cosimo Sorrentino, Annibale Malinconico, Antonio Casalino, Leonardo Lauri, che hanno organizzato tre serate ricche di divertimento e intrattenimento con esibizioni di musica napoletana, tra cui quella di Nino Esposito (sosia di Nino D’Angelo) e, nell’ultima serata, del cantante hip hop, Ivan Granatino. I festeggiamenti termineranno stasera, con fuochi d’artificio.

Sul Santo della Chiesa della Santissima Annunziata esiste un’antica leggenda, che così narra: la pesante statua era custodita sul Monte Sant’Angelo da un eremita. Un giorno dei cacciatori, salendo per le alture del territorio, trovarono l’eremita morto: scomparso il custode della statua, si doveva decidere il posto dove quest’ultima sarebbe stata ospitata. Si mossero diverse comunità, ma nessuna delegazione – tra quelle di Domicella e Palma Campania – riuscì a trasportarla, in quanto la statua divenne talmente pesante da non poter essere caricata e condotta a valle; alla fine ci provarono gli abitanti di Carbonara di Nola e, con sole quattro persone, la statua fu finalmente trasportata in paese.

Giunti a destinazione, i presenti si accorsero che mancava l’indice della mano sinistra, quello utilizzato dal Santo per alzare e mantenere lo scudo. Gli stessi andarono a cercarlo e, ritrovatolo da una persona muta dalla nascita, avvenne il miracolo del Santo, che a seguito di questo episodio gli fece il dono della parola.

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“Amo stare all’aria aperta ed essere uno spirito libero. Il mio mondo è a colori, così come me l’ha insegnato mio figlio”.

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