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CAMPANIA QUESTION TIME, Flora Beneduce (FI): Ristrutturazione Palazzo Penne, presentata interrogazione al Presidente De Luca.

Napoli, 23 mar. – “E’ una vicenda classica dei nostri tempi nella quale vi è un aggravio di burocrazia e una sostanziale montagna di carta mentre questo edificio di grande valore storico e culturale versa in uno stato di crescente fatiscenza.” Queste le parole del vicepresidente Bonavitacola in risposta alla interrogazione presentata durante il question time di oggi dalla Consigliera Flora Beneduce sulla vicenda della ristrutturazione di Palazzo Penne.

 L’edificio sarebbe dovuto diventare un polo letterario, un’officina per gli universitari, di laboratori culturali atti a formare intellettuali e professionisti competitivi. Bellissimo ambizioso progetto di cui, a distanza di più di 15 anni dall’acquisizione del bene da parte della Regione Campania ancora non si conoscono le sorti.

“La destinazione al finanziamento a valere sulle risorse Por Campania 20017/2013 Obiettivo Operativo 1.7 non è andato a buon fine perché non sono stati rispettati i tempi previsti dal ciclo di programmazione.” Prosegue il vicepresidente Bonavitacola nella sua risposta.

“Groviglio della macchina burocratica, mancato rispetto dei tempi, questi allora i mali da combattere. La riflessione va fatta dunque soprattutto sulla incapacità di una amministrazione di perseguire e portare a termine un obiettivo, una volta effettuata la scelta.  Un vero peccato essere arrivati così vicini alla realizzazione di un opera che avrebbe restituito ai cittadini Campani ed a tutta l’umanità la fruizione di un palazzo di un valore culturale inestimabile. Per non parlare dei risvolti economici legati allo sviluppo turistico che una tale opera di ristrutturazione potrebbe portare nel cuore del centro antico di Napoli.” Questa la considerazione a freddo della consigliera Flora Beneduce.

“Ma, la cosa più grave, è che la burocrazia non è solo un fatto di procedure tortuose, ingessate e spesso inutili, ma è principalmente una mentalità. Una mentalità il cui caposaldo spesso è la rinuncia ad usare il buon senso. Il ruolo della politica è anche quello di interrogarsi su questi meccanismi”.

La Regione Campania nel 2004 acquistò l’edificio per 5 milioni di euro, allora privato, situato nella Piazzetta Teodoro Monticelli unico immobile nel centro storico di Napoli interamente di proprietà della Regione. Nel 2013 furono stanziati 13,5 milioni di euro di fondi europei del por Fesr 2007-20013, per il restauro ed il completo recupero che avrebbe dovuto portare l’edificio a diventare sede operativa della Presidenza della Giunta Regionale per le attività di competenza della protezione civile. A tutt’oggi però il restauro ha interessato solo il portale col portone ligneo, mentre tutto il resto del complesso versa in stato di totale abbandono.

Il centro storico di Napoli, incluso Palazzo Penne è Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1995 e la mancanza di tutela e gestione di tale bene è ancora più grave.

Come si è arrivati ad una situazione tanto estrema?  “Ho indirizzato al Governatore della Regione Campania l’interrogazione per capire le ragioni del mancato recupero dell’antica dimora della famiglia Penne e per conoscere quali iniziative intende intraprendere per scongiurare il pericolo di definitivo degrado. E’ compito delle istituzioni salvaguardare l’interesse della collettività al godimento del bene, così come tutelare l’incolumità pubblica.

Al degrado impressionante che divora lo stabile, si aggiunge la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini: una situazione – commenta la Beneduce – di rischio permanente poiché non è mai avvenuta in maniera efficace la messa in sicurezza.

“Palazzo Penne è un cimelio prezioso dell’arte napoletana urge un intervento di restauro e gestione che avvenga in tempi brevissimi, non possiamo consentire che questo tesoro ineguagliabile vada perso, la Regione Campania proprietaria del bene faccia la sua parte” conclude la Consigliera Regionale Flora Beneduce.

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