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Brusciano e Mariglianella: Saluto dei discendenti degli emigrati in Argentina

Brusciano, 16 Dicembre – Batte un Cuore Italiano, Napoletano, Bruscianese e Mariglianellese in Argentina memore degli avi che nella prima metà del ‘900 lasciarono l’Italia per il Nuovo Mondo. Da quando l’Argentina divenne una Repubblica Federale, nel 1853, nel realizzare il progetto statale di colonizzazione agricola attinse alle popolazioni europee migranti e si ebbero anche i primi tentativi volti ad acquisire lotti fondiari, dalle province o direttamente dallo stato argentino, da parte degli immigrati italiani. Sin da questo stesso anno tante società private di colonizzazione subaffittavano alle famiglie coloniche nelle zone di Corrientes, un sistema che si stabilizzò estensivamente dal 1865 in poi. Nel 1870 nell’area di Buenos Aires venivano assegnati gratuitamente terreni a giovani coppie di agricoltori a condizione che li coltivassero e su cui fabbricassero una casa. Ma ciò che mise in moto la calamita migratoria ad attrazione italiana fu la legge N. 817 del 1876 che il Governo argentino, con il Presidente Nicolás Avellaneda, varò la legge sulla colonizzazione e l’immigrazione che spinse molti a muoversi dall’Italia per tentare la fortuna in Argentina dove intanto veniva istituita anche la “Comision de Inmigraciòn” per aumentare la produzione agricola e favorire l’immigrazione della manodopera agricola che pure andava sfamata. Al censimento dell’anno 1895 risultavano 407.503 proprietari agricoli di cui oltre il 25% di nazionalità straniera comprendente 62.975 italiani. In quegli anni si ebbe il più grande flusso migratorio di contadini della storia moderna.

Quando nel 1910 in Argentina divenne Presidente della Repubblica Roque Saenz Peña fece approvare una legge elettorale a favore del suffragio segreto ed universale che permise dunque agli immigrati di diventare cittadini argentini. Per i tantissimi italiani l’Argentina iniziò ad essere la vera patria, mentre l’Italia diventava oggetto di racconto e di memoria per le generazioni successive. Come per i Bruscianesi che nella stragrande maggioranza hanno trovato residenza a Quilmes in provincia di Buenos Aires, nella fertile Pampa dove hanno potuto farsi valere come abili agricoltori, costruttori e edili e commercianti.

Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo ha ricordato che «nel 2010 è iniziato uno scambio culturale con i rappresentanti dell’associazione argentina “Napoles Viva” con i rappresentanti, discendenti dei primi bruscianesi emigrati, Elisabeth Di Maio e Rafael Di Maio già conduttore del programma radiofonico “Canta Napoli. Un programa sobre la cultura napolitana e su mùsica”. Proprio in questi giorni di avvicinamento alla fine dell’anno, i Bruscianesi di Quilmes, si sono ritrovati per festeggiare privatamente, presso la famiglia Patalano, con la più vecchia ed in ottima salute tra i presenti, Titella Di Maio, e nipoti di seconda e terza generazione, la loro festa annuale, come testimoniano le immagini inviatemi da Elisabeth Di Maio e tramite la quale ho loro trasmesso, a nome di tutta Brusciano, gli Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. E’ la stessa comunità che a metà degli anni ’60 ha svolto alcune edizioni della Festa del Giglio di Sant’Antonio di Padova, come testimoniato nello storico filmato in Superotto, passato in Vhs ed infine in Dvd e dalla signora Maria Di Maio consegnatomi circa 20 anni fa.  Elisabeth Di Maio e suo fratello Raffaele, gestore di ristopub presso l’Università di Buenos Aires, sono stati presenti alla Festa dei Gigli di Brusciano di quest’anno. In questi giorni Elisabeth mi ha inviato le immagini della loro festa trasmettendo in particolare i saluti per Brusciano e Mariglianella che consegno e ricambio con piacere a nome delle comunità interessate, onorato ed emozionato, nell’essere anello di congiunzione fra comunità, uomini e donne che fanno la vera storia dell’umanità». Nelle immagini video trasmesse da Elisabeth Di Maio ad Antonio Castaldo e montate da Giuseppe Di Falco per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, postate all’indirizzo web https://www.youtube.com/watch?v=qDlVvdYvQ10&feature=youtu.be .

Una traccia letteraria di quella esperienza giglistica in Sudamerica la ritroviamo nel lavoro di Pasquale Guaglianone, corrispondente da Buenos Aires per Rai Italia, che nel 2004 ha pubblicato per Nuova Santelli Editor la su ricerca “Tano Italiani in Argentina” in cui è citata anche l’esperienza dei Bruscianesi con il Giglio di Sant’Antonio a Quilmes. 

L’esperienza migratoria italiana ha alimentato una popolazione all’estero pari ad una seconda Italia. Da una rilevazione fatta nel 2014 da “Demographic”, istituto di ricerca americano, Buenos Aires è la città al secondo posto con più napoletani e loro discendenti fra i suoi abitanti, dopo San Paolo e prima di Rio De Janeiro, in Brasile. Napoli, in Italia, è al quinto posto! Riconfermato anche per il 2019. Nel nostro piccolo è a Quilmes in provincia di Buenos Aires, Argentina, che registriamo l’innesto di una nuova vita le cui radici originarie si trovano a Brusciano e a Mariglianella. E queste radici non sono mai state dimenticate.



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