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Brusciano, 8 Marzo: la testimonianza di Gioconda Giannino protagonista nella storia della Festa dei Gigli

Brusciano, 7 Marzo – La Festa dei Gigli di Brusciano quest’anno nella 142esima edizione, vedrà svettare per la tradizionale ballata dell’ultima domenica di agosto sei guglie: Giglio Croce Passo Veloce; Giglio Gioventù 1985; Giglio Ortolano 1875; Giglio Passo veloce 1978 e Giglio di Sant’Antonio. Una festa che vede la scaturigine nella sofferenza di una mamma per un figlio malato che invoca un miracolo divino per intercessione di Sant’Antonio di Padova e nel prodigio avvenuto il 13 giugno 1875 in Vico Tre Santi, oggi via Cavalcanti, a Brusciano, durante la Processione di Sant’Antonio di Padova.

Iniziamo il percorso di avvicinamento alla fatidica data del 27 agosto 2017 incontrando per l’8 Marzo una rara figura femminile nella storia delle Feste dei Gigli a dominanza maschile.

La bruscianese Gioconda Giannino 83 anni, vedova di Carmine Sessa (Brusciano 1924-1996), madre di 5 figli, Luigi, Pierino, Elisabetta, Pino e Adele, nonna di 10 nipoti, fra cui l’esperta di grafica Maria Terracciano, con l’aggiunta di 2 pronipoti, è da sempre appartenente alla compagine giglistica dell’Ortolano e ferma nella costante devozione per Sant’Antonio di Padova.

Questa la testimonianza raccolta dal sociologo Antonio Castaldo: “Nell’anno 1997 ero gravemente malata. Ero in ospedale, mi avevano diagnosticato la leucemia, non mangiavo e continuavo a deperire. Con le cure e la chemioterapia avevo perso i capelli.  Per la festa dei Gigli tornata a casa languivo fra il letto e la sedia. La domenica della Ballata dei Gigli mi feci portare al balcone dove da seduta potevo intravedere fra il popolo festante il passaggio di Sant’Antonio per la Benedizione dei Gigli. Le mie lacrime si confusero con quelle sgorganti dagli occhi di chi dal basso mi guardava e conosceva la mia sofferenza e la mia grande fede. Il mio pensiero fu “Grazie sempre Sant’Antonio per quello che hai fatto, che stai facendo e che farai”. Da allora in poi inizia a recuperare la salute fino alla completa guarigione ed ora sono qui a poterlo raccontare e ringraziare ancora O’ Santo Munacone per la Grazia Ricevuta. La devozione antoniana e la passione giglistica la portiamo avanti da generazioni, prima con mio marito Carmine Sessa, provetto artigiano e costruttore di carri allegorici, e poi con i miei figli Pierino a seguire l’esempio del padre e Pinuccio come capoparanza dei Volontari sulle orme dell’indimenticabile Sciuirillo”.

Dalla galleria dei ricordi che hanno segnato la storia del Giglio Ortolano a Brusciano, Zi Gioconda ha attinto quello primordiale dell’agricoltore Ciccio O’ Monaco della famiglia Travaglino che un anno vedendo a rischio, per le persistenti gelate, il raccolto di peperoni si mise nelle mani di Sant’Antonio ed una volta gratificato della buona annata fece costruire e ballare il Giglio come ex voto per il Santo di Padova.

Dal versante femminile, insieme a Gioconda Giannino vanno ricordate Clelia Rea “a’ Maccarona” e Maria Coppola “a’ Punticiellara”, mentre altra devotissima di Sant’Antonio di Padova è Giulia Guarino “a’ Ciutulona” del Giglio Passo Veloce.

Nei 50 anni spesi dietro al bancone del Bar Sessa la signora Gioconda Giannino ha visto l’evolversi della storia sociale locale, dal tempo degli zoccoli di legno acquistati in piazza dalla povera gente; al passaggio delle mamme in lutto per la dipartita dei propri cari, spesso bambini, con quadri e candele che si recavano al cimitero; all’acquisto del latte quotidiano venduto dai massari che lo mungevano dalle loro mucche legate alla cancellata della Chiesa di San Giovanni, antico sito religioso scomparso nella negligenza generale degli anni ’70. E per quanto riguarda la Festa dei Gigli Cinque Zì Gioconda ha espresso, cinque anni fa, questo monito in forma poetica: “A Festa  è bella e nce piace, pirciò nun facimme pagliacciate/ ‘A fatica è ‘a nosta, ma e’ sorde songhe da’ ggente/ Quanne vene ‘o furastiero  haddà rimanè cuntento e suddisfatte/ Ca quanne torna a casa hadda dicere:/Che bella ggente sta a Brusciano!”.

Oltre alle tradizionali Feste dei Gigli di Brusciano,la famiglia Sessa ha dato notevoli contributi al successo della partenopea Festa di Piedigrotta nell’anno 1981, con il carro “Napoli in Flolklore ed al mondo calcistico con la gigantesca riproduzione della Coppa Uefa per la festa al San Paolo in onore dei campioni della 18esima edizione dell’Europa League.

Infine, tornando alla Festa dei Gigli, a Brusciano, quest’anno il Giglio Ortolano sarà a “Quattro Facce”, costruito dal gruppo N.A.L. di Nola, in omaggio al Quarantesimo Anniversario della Paranza Volontari fondata dal capoparanza Fiore D’Amato detto “Sciurillo”. Poi ci sarà la trasferta giglistica a Nola, con la stessa Paranza Volontari chiamata a cullare il Giglio del Panettiere, mentre allo scenografo bruscianese dell’Associazione Ortolano 1875, Pasquale Terracciano, è stato affidato  l’incarico del progetto per il Giglio del Calzolaio. Sull’asse Brusciano-Nola si sviluppano, dunque, esemplari rapporti di amicizia e reciproca stima nella nobile storia dei Gigli in Campania che ha origine a Nola nel V Secolo d. C. con San Paolino e che dal 2013 è inserita nel “Patrimonio Orale Immateriale dell’Umanità” dell’Unesco.

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