Politica

Benevento, Elezioni Europee 2019. Intervista alla candidata di Forza Italia Mariagrazia Chiusolo

Benevento 11 Maggio – Mariagrazia Chiusolo, o Molly come la chiamano tutti a Benevento, è un’agguerrita 34enne già in campo per la sua terra. In maggioranza al Consiglio Comunale del capoluogo sannita, la Chiusolo è candidata con Forza Italia nel collegio Sud e, più che intimorita dai confini della sfida, sembra consapevole che il vero lavoro inizierà dopo il 26 maggio quando ci sarà necessità di ricompattare le trame disegnate in queste settimane. Così, quando ci descrive della sua campagna elettorale e il rapporto con gli altri candidati del partito, ci tiene a sottolineare che: “Oggi ci sentiamo molto spesso ma dopo il 26 sicuramente di più”.

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi alle prossime elezioni europee del 26 maggio?

“Da oltre due anni sono impegnata attivamente nelle Istituzioni per il rilancio del mio territorio. Ho avuto modo di constatare concretamente l’impatto che le scelte della politica possono avere sulla quotidianità delle persone, ed anche per questa ragione ho deciso di rilanciare ulteriormente la mia partecipazione, soprattutto in un momento in cui occorre vera passione per dedicarsi all’attività politica. Il supporto che può arrivare dell’Unione e dalla disciplina delle tante norme su cui è competente Bruxelles, può cambiare il volto di intere regioni. Su questi temi è necessario che si misurino tutte le energie disponibili tra i diversi contesti territoriali: una competizione al rialzo che può migliorare le condizioni dei tanti Sud sparsi in giro per l’Europa e che hanno bisogno di idee ed entusiasmo, prima ancora che di risorse economiche”.

 Lei è un candidato del Sannio e sta intraprendendo quella che è la strada della politica europea. Come pensa di interfacciarsi con le varie istituzioni comunali, provinciali e regionali, e soprattutto con quali proposte?

“Innanzitutto, credo che la serietà di cui necessità la politica per essere credibile agli occhi degli elettori, impedisca l’invenzione da parte dei candidati di proposte avveniristiche o campate in aria. Da sannita, campana e donna del Sud, credo invece utile agganciarsi al lavoro messo in piedi dalle varie istituzioni e dai rappresentanti dei territori: io sono consigliere comunale del Capoluogo sannita e conosco bene le difficoltà con cui si misurano gli enti locali. Tuttavia, sono certa che proprio una sinergia operativa come quella indicata, possa far decollare il valore delle azioni messe in campo dai singoli enti. Io mi dedicherò a questo compito anche dopo il 26 maggio, d’intesa con la squadra dei rappresentanti che risulterà eletta! Lavoriamo ad un progetto che va oltre i singoli. Come Forza Italia vogliamo contare nel PPE che sarà decisivo per gli equilibri del futuro Parlamento europeo: in questo modo potremo lavorare per il Sud ed i suoi giovani, per me una priorità ineludibile”. 

Qual è secondo lei il motivo per cui il partito azzurro sta vivendo un periodo di crisi politica  e molti degli elettori sembrano non più configurarsi con gli ideali e la linea di pensiero espressa da Forza Italia?

“La ridotta possibilità del presidente Berlusconi di alimentare, in questa come le ultime campagne elettorali, il rapporto diretto con l’elettorato ha sicuramente pesato. Soprattutto in un passaggio elettorale, il protagonismo di un leader conta quasi come il programma proposto. E non c’è dubbio che quando il suo  numero uno è in campo, il partito raggiunge ben altri risultati. In ogni caso, è evidente a tutti che anche nel partito è iniziato un processo di rinnovamento della classe dirigente che può invertire la rotta. Io stessa, candidata a 34 anni per un’istituzione sovranazionale come l’UE, posso testimoniare come un nuovo ciclo sia ormai iniziato: orgogliosa ma anche responsabilizzata dall’importanza dell’appuntamento”.   

Lei è una giovane candidata che sicuramente in questo periodo ha avuto sottocchio quelle che sono le dinamiche socio-economiche attuali. Pensa che la situazione attuale dal punto di vista occupazionale necessiti di qualche provvedimento? E se si che di che tipo e come attuarlo?

“Esercito da diversi anni la professione di avvocato e partendo proprio dalla mia esperienza posso garantire che la prima cosa che si attendono i giovani, i professionisti e tutti quei talenti che ingrossano le fila di un’emigrazione ritornata galoppante, è una misura dedicata alla tutela e alla promozione del lavoro.
Occorrono regole certe, non mance o paghette: questo è quello che serve per rilanciare l’occupazione giovanile. Qualcuno ha mal interpretato la domanda di accesso al reddito da parte dei lavoratori, offrendo qualche decina di euro: ma la mia come le nuove generazioni non vogliono accontentarsi di sopravvivere, magari a casa con mamma e papà. In giro registro la volontà di affermarsi facendo valere le proprie capacità, la propria istruzione. Per farlo il mercato del lavoro non deve essere truccato da regole variabili, tassazioni impossibili, o provvedimenti cervellotici come quelli che troppo spesso sono arrivati dall’Europa. Occorrono regole certe e, piuttosto che inventarne di nuove, credo sia arrivato il momento di ridurle e renderle comprensibili ed utili ai cittadini”.

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