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BENE COMUNE E NOI…

Napoli, 15 Gennaio – Viviamo, o meglio sopravviviamo, troppo spesso in contesti urbanistici e ambientali prettamente rivolti e definiti per e dal massimo sfruttamento pro massimo profitto economico a scapito della qualità della nostra vita. Sono decenni che assistiamo impassibili e impotenti alla cementificazione selvaggia dei suoli, del verde, del nostro ambiente con la complicità, la cecità e talvolta la collaborazione, la compiacenza e la complicità di tutte le forze politiche di qualsiasi calore e colore senza scrupoli e prive di un pizzico di sensibilità e visione futura.

Occorre arrestare al più presto lo scriteriato, sproporzionato e inutile consumo di suoli fertili e boschivi dal dilagare delle colate di cemento prettamente speculativo e dai conseguenti letti di asfalto. Occorrono norme nazionali! Una strada percorribile e alternativa esiste al ‘modello attuale’: si può gestire un Comune anche facendo a meno degli oneri di urbanizzazione derivanti da nuove edificazioni, non sono indispensabili. È un risultato che si può ottenere se i cittadini ‘comuni’ vengono coinvolti, resi partecipi e ammessi ai tavoli e ai processi decisionali e se la ‘crescita zero’ urbanistica diviene il frutto di una concertazione attenta e condivisa.

Sarebbe quantomeno auspicabile un censimento da parte di tutti i Comuni italiani della totalità degli edifici pubblici, industriali, artigianali, commerciali, agricoli presenti in ciascun territorio al fine di monitorare con certezza il totale di quelli abitati/non abitati, utilizzati, in disuso, abbandonati, ecc. Durante questa fase censuaria, si renderebbe, poi, necessario che tutti i Piani Regolatori/Piani di Gestione del Territorio vedessero la ‘moratoria’ (ovvero il blocco) di tutte le pratiche edilizie che prevedono il consumo di nuovo suolo fertile, agricolo, boschivo. Soltanto dopo aver raccolti i dati, in ciascun Comune sarebbe così possibile analizzare la situazione urbanistica alla luce di dati esatti e reali sull’offerta edilizia già esistente attraverso tavoli di progettazione che vedano la reale partecipazione di amministratori, tecnici comunali, singoli cittadini, associazioni, comitato e forze economiche.

Uscendo così dalla logica delle percezioni e, talvolta, della mistificazione dei dati e parametri, per entrare in una determinazione progettuale basata su esatti ed indiscutibili parametri…e soprattutto atti a pianificare un futuro più green, un ambiente migliore, una qualità della vita superiore a quella attuale a chi abiterà il nostro pianeta dopo di noi. È chiedere troppo?

 

#NonCapiscoNullaDiNulla

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