Attualità

Battipaglia, alla Salus straordinaria tecnica nella chirurgia vascolare

“Nuovi interventi per il piede diabetico e per le ulcere e ferite “difficili”.

Battipaglia, 27 Giugno – Di recente, presso la Unità Funzionale di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare della Casa di Cura “Salus” di Battipaglia, Responsabile il Dott. Adolfo Crinisio, sono stati effettuati interventi che aprono nuove frontiere nella cura del piede diabetico e nella cura e gestione di ulcere e ferite “difficili” degli arti inferiori, anche nei pazienti affetti da ischemia cronica critica, utilizzando la Medicina o Chirurgia Rigenerativa.

Le ferite “difficili” sono ferite, acute e croniche, che, spontaneamente o con l’aiuto di Specialisti, tendono a guarire lentamente e con difficoltà. Esse comprendono ulcere “vascolari” (arteriose, venose o miste), ulcere diabetiche o in piede diabetico, ulcere post-traumatiche, ulcere in pazienti con immunopatie, ulcere da complicanze chirurgiche, da infezioni locali o da altre cause.

In tutti questi casi, spiega il Dott. Crinisio, i tessuti colpiti hanno scarsa capacità di autoguarigione e l’ausilio di quella che oggi viene definita “Medicina Rigenerativa” risulta fondamentale nell’armamentario terapeutico disponibile per la cura e la risoluzione di lesioni altrimenti difficilmente trattabili e destinate talora ad esiti infausti quali amputazioni maggiori o minori.

La “Medicina e Chirurgia Rigenerativa” sfrutta la capacità biologica di alcune cellule dell’organismo di invertire i processi degenerativi avviando processi di autoriparazione e autorigenerazione dei tessuti danneggiati.

Le lesioni cutanee croniche interessano nel nostro Paese moltissime persone, specie oltre i 65 anni, e hanno un forte impatto socio-economico e nella spesa del Servizio Sanitario Nazionale.

Tra i pazienti recentemente trattati con Chirurgia Rigenerativa presso la U.F. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare della Casa di Cura Salus due casi sono di interesse particolare.

Il primo prende in considerazione un paziente affetto da lesioni croniche inveterate e ischemia critica non rivascolarizzabile degli arti inferiori, cardiopatia ischemica con pregressi by-pass coronarici ed esiti di ictus cerebri. In tale caso si è sfruttata la capacità di due tipi di cellule dell’organismo (cellule mononucleate e cellule mesenchimali) di contribuire alla rigenerazione tissutale e alla riparazione e guarigione delle lesioni di cui il paziente era affetto.

Si è proceduto infatti dapprima al prelievo di cellule mononucleate concentrate da sangue periferico dello stesso paziente mediante un sistema a filtrazione elettrostatica selettiva, eliminando le cellule pro-infiammatorie e, dopo aver effettuato una “toilette chirurgica” della lesione, si è proceduto ad infiltrazioni profonde col preparato sia attorno alla lesione sia lungo il decorso dell’arteria più prossimale alla lesione (angiosoma). Tali cellule inoculate, infatti, rilasciano alte quantità di citochine e fattori di crescita, ottenendo effetti angiogenici (formazione di nuovi vasi sanguigni), effetti trofici (riparazione dei tessuti) differenziandosi e richiamando cellule staminali residenti, effetto immunomodulante (polarizzando i macrofagi dalla fase infiammatoria a quella rigenerativa).

Successivamente si è proceduto a prelievo di tessuto adiposo purificato mediante lipoaspirazione in area addominale in regione ombelicale inferiore. Tale tessuto, spiega ancora il Dott. Crinisio, viene sottoposto in maniera atraumatica a una fase di processazione e purificazione dai residui ematici ed oleosi a carattere pro-infiammatorio, ottenendo un tessuto adiposo ricco di cellule mesenchimali autologhe vitali (cellule progenitrici) in grado di promuovere la spontanea guarigione dei tessuti. Tale prodotto finale viene quindi inoculato attorno e dentro la lesione, ottenendo, già in pochi giorni ottimi risultati locali con forte tendenza alla guarigione della lesione che da molti mesi non dava segni di miglioramento.

Nel secondo caso il paziente risultava invece affetto da diabete mellito e da una estesa perdita di tessuto in sede dorsale di piede con esposizioni tendinee e scarsa tendenza alla guarigione, il che avrebbe comportato con alta probabilità l’amputazione dell’avampiede.

Ebbene, in questo caso, si è proceduto dapprima, come nel caso precedente, al prelievo di cellule mononucleate concentrate da sangue periferico del paziente stesso e alla loro inoculazione sia in sede perilesionale che sull’angiosoma corrispondente, ottenendone effetti rigenerativi e angiogenetici locali; successivamente si è proceduto all’innesto sulla lesione di un sostituto dermico a doppio strato, composto di collagene (per promuovere la rigenerazione dermica) e silicone (per proteggere la ferita come pseudo-epidermide), ottenendo già dopo qualche settimana un notevole miglioramento locale con tessuto dermico vascolarizzato su cui poter effettuare eventualmente un innesto di pelle per ricreare la cute.

In entrambi in casi il ricorso alla Medicina e Chirurgia Rigenerativa rappresenta un importante fattore di innovazione nell’armamentario terapeutico per lesioni altamente difficili e complesse, contribuendo alla guarigione delle stesse anche in pazienti critici.

Tale ulteriore successo terapeutico si aggiunge alle già consolidate procedure di Chirurgia innovativa mini-invasiva e di Chirurgia Ibrida, presso la U.F. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare della Casa di Cura Salus di Battipaglia, sia nell’ambito delle patologie aneurismatiche (aneurisma aorta addominale e aneurismi periferici), sia delle patologie arteriose (angioplastica e by-pass) che venose (chirurgia tradizionale, radiofrequenza, scleroterapia et al.) degli arti.

E tale tipologia di interventi, altamente svariati e complessi, effettuati alla Casa di Cura Salus, conclude il Dott. Crinisio, è resa possibile quasi routinariamente presso la U.F. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, grazie alla attività coordinata e “appassionata” di personale altamente specializzato (Equipe chirurgica, Personale infermieristico, Assistenza anestesiologica), attribuendo alla Struttura stessa un ruolo centrale nel panorama sanitario della regione e dell’area salernitana in particolar modo.

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