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Arrestati un ex primario dell’ospedale di Caserta e la moglie per truffa. In manette anche un tecnico di laboratorio accusata tra l’altro di corruzione: avrebbe incassato tangenti, anche per pagare altre tangenti

Verdi: “Ricostruzioni investigative rappresentano un quadro gravissimo, auspichiamo che gli indiziati siano giudicati celermente. In caso di colpevolezza il tecnico dovrà essere licenziato in tronco, sia sospeso in attesa della sentenza”

 

 

Napoli, 24 Luglio – “L’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere a carico di un tecnico di laboratorio in servizio al Reparto di Patologia clinica dell’ospedale di Caserta denota un quadro investigativo con risultanze gravissime che, qualora confermate in fase processuale, non potrebbero che condurre ad una dura pena ed al licenziamento in tronco. La donna, attualmente in carcere, avrebbe addirittura intascato delle tangenti per pagare altre tangenti. Oltre alle accuse di assenteismo, i pm le contestano di aver acquistato prodotti non utili al suo reparto in seguito ad episodi corruttivi che avrebbero visto i fornitori fornirle denaro, viaggi, vacanze e addirittura una trasferta a Torino per assistere ad una partita di calcio della Juventus. L’indagine ha portato anche all’arresto di un ex primario dell’ospedale e della sua consorte, sorella del braccio destro di Raffaele Cutolo. Avrebbero messo in atto una truffa milionaria. L’uomo avrebbe caricato sui costi dell’ospedale le spese sostenute dal laboratorio della moglie. Un atto profondamente delinquenziale”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. “Il nostro auspicio è che processo sia celere. Dinanzi ad accuse così gravi è necessario che la sentenza pervenga in tempi brevi. Al di là dell’inevitabile licenziamento in caso di colpevolezza riteniamo che il tecnico di laboratorio debba essere sospeso senza stipendio. Inoltre, qualora le accuse siano confermate, sarebbe giusto e doveroso fare in modo che risarcisca il danno economico provocato al sistema sanitario in concorso con le altre figure di questo sistema criminale”.

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