Attualità

Aldo Moro, uomo di alta moralità e senso dello Stato

Napoli, 9 Luglio – Aldo Moro, ancor oggi, a distanza di anni, è considerato uomo di alta moralità e senso dello Stato. Quel maledetto 16 marzo 1978, il leader democristiano fu rapito dalle Brigate Rosse, una vera e propria “sciocca presa di potere”. 16 marzo, data in cui Partito Comunista e Democrazia Cristiana avrebbero dovuto iniziare a collaborare. Vennero trucidati senza scrupoli tutti i membri della scorta: 3 carabinieri e 2 poliziotti. Il suo corpo senza vita fu ritrovato il 9 maggio in Via Caetani. La morte dell’On. Moro segnò la fine del dialogo politico tra PCI e DC. Con lui fortunatamente non è morto l’esempio di uomo politico che incarna bene i caratteri della democrazia. Oggi tutto ciò dovrebbe far riflettere e far prendere le distanze da pensieri e posizioni come quelle dell’ex membro del commando responsabile della strage di Via Fani e del sequestro di Aldo Moro, Barbara Balzerani.

Arrestata nel 1985 e dal 2006 in libertà condizionata, nel 2011 ha finito di scontare la sua pena ed ora lavora in una cooperativa informatica. Alla presentazione del suo libro “L’ho sempre saputo” a Firenze lo scorso 16 marzo 2018, dopo aver discorso della natura e del contenuto della sua “opera”, ha esordito con queste parole, suscitando (per fortuna) la pubblica disapprovazione: “C’è una figura, la vittima, che è diventata un mestiere […] Questa figura stramba per cui la vittima ha monopolio della parola… Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci”. Poi, continuando, rivolgendosi a Giovanni Ricci, il figlio dell’autista dell’On. Moro, l’appuntato dell’Arma dei Carabinieri Domenico Ricci: “Non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te. […] Non è che se vai a finire sotto un’auto sei una vittima per tutta la vita, lo sei nel tempo che aggiustano il femore”.

Come è ammissibile oggi una concezione della storia di quei fatti del genere? Come è possibile di fronte ad un simile “omicidio di Stato”? Femore? Vittima della strada sotto una macchina? Ma che razza di paragone può essere questo? Seriamente: a Domenico Ricci i brigatisti hanno sparato sette colpi alla testa. Allora verrebbe da dire: mica la scorta e Aldo Moro hanno deciso di essere vittime? I brigatisti al contrario hanno scelto di piombare nelle vite di queste povere famiglie e distruggerle. Il fatto di far parlare in televisione e alle rassegne gli ex brigatisti non è del tutto negativo, ma dovrebbero essere invitati caldamente a ridimensionare i loro discorsi perché, come è vero che nelle loro “diaboliche menti” conservano un pezzo di storia, seppur tragico, è vero anche potrebbero risparmiarsi considerazioni personali, limitandosi a rispondere alla stampa solo per quanto concerne la “trama dei fatti” con informazioni tecnico-organizzative , in maniera più oggettiva possibile. Non c’è linea politica che tenga di fronte alla vita di un essere umano.

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Grande passione per la politica, vicino all’attualità, cerco sempre di offrire al lettore un prodotto quanto più oggettivo possibile e nella forma migliore. L’informazione prima di tutto.