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Acerra, Teatro Italia: In scena “Scacco Matto“ Scritto da Lello Marangio e Lucio Pierri

Un gioco di strategia. Chiusa ufficialmente la Rassegna Teatrale 2018/19

Acerra, 9 Aprile – Chiusa ufficialmente la Rassegna Teatrale; bilancio culturale assolutamente positivo! In scena la proposizione scenica “Scacco Matto”, la nuova commedia con Lucio Pierri che ha curato anche la regia. In scena con un  attore come Gianni Parisi e la partecipazione, esordio assoluto in teatro, di Claudia Mercurio, volto noto della tv Canale 21.  Claudia Mercurio come si sa è presentatrice del programma “Il Bello del Calcio”.

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“Scacco Matto” commedia scritta da Lello Marangio e Lucio Pierri, è una pièce dove le fobie e le vicissitudini dei personaggi s’incrociano e non del tutto casualmente! Una trama densa, dominata da equivoci, battute repentine che faranno ridere e parallelamente riflettere. “Scacco matto” è un testo modernamente comico in cui gli autori fondono l’umorismo quello della nostra tradizione teatrale con una situazione tipicamente inglese. Una commedia intrigante, ricco di colpi di scena e dal finale assolutamente inaspettato.

 La trama sì sinteticamente: “In una società, sempre più convulsa, diventa difficile non perdere di vista ciò che veramente utile comprendere, quello che davvero esiste ed è tangibile”. La nostra esistenza, il nostro percorso di vita, è come una partita a scacchi! Un gioco di strategia. Come in una vera battaglia non importa qual è lo schieramento, non interessa se si appartiene al bianco oppure all’esercito dei neri, ciò che vale alla fine è catturare il re. Se si cattura il re avversario, ovviamente, si vince la partita. Quando si è prigionieri delle proprie fobie, diventa difficile arrivare al traguardo per poter gridare, in modo vittorioso, con toni trionfalistici ”scacco matto”.  

La trappola, lo azzardo le lusinghe sono sempre in agguato. Quattro protagonisti in scena, dove ognuno può rappresentare il riparo, un baluardo dell’altro. Questo è il tema. Procedendo con ordine la scena sembra un moderno appartamento, uno studio medico psicanalista, con tanto di soppalco dal quale si accede con una scala interna. Un quadro al centro su di un supporto girevole; lì si nasconde un quadro di grande valore; il protagonista, il dottore psicanalista interpretato da Lucio Pierri di tale opera si è appropriato illecitamente. 

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Dato il suo notevole valore, molti se ne vorrebbero appropriare! C’è di mezzo una vicenda familiare! Quel quadro spetterebbe a un suo prossimo parente. Sulla scena si verifica il presentarsi di pazienti del dottore che in realtà non sono tali, ma hanno altri intenti. Il dottore psicanalista, che è sommerso da debiti e in difetto circa la situazione contabile della sua attività, ha un familiare quasi gemello; un altro se stesso che si differenzia dalla bionda capigliatura e dai modi meno raffinati ma molto più efficienti! Il dottore psicanalista potrebbe vendere il quadro e risolver i suoi guai finanziari; qualcosa gli impedisce una tal risoluzione; è troppo preziosa quell’opera per lui! Tra i probabili pazienti c’è il personaggio interpretato da Claudia Mercurio; apparentemente una ninfomane venuta lì per curare questa patologia che nel finale si farà passare per un agente della finanza; nulla sembra quello che è realmente; c’è una fitta rete di complicità per ben altri scopi.

Su di un lato della scena è posta una piccola scacchiera, dove il soggetto sta giocando una partita on line.  Non sa che è il suo parente l’avversario con il quale sta giocando e che alla fine si paleserà, svlerà la sua identità, in modo inequivocabile! Sarà lui a gridare scacco matto!  Tale sequenza scenica è rilevata da un fulmine di scena, un tuono improvviso che accresce il terrore della narrazione in un alone di mistero.

Rimasto solo in scena il dottore psicanalista, persa la proprietà del quadro, svela una sindrome di doppia personalità; uno sdoppiamento da curare con gocce diluite con acqua; tipo opportuni farmaci del caso! In scena meritano citazione: Lo stesso autore Lucio Pirri, Gianni Parisi, Claudia Mercurio, Massimo Carrino, e infine Giosiano Felago. Non è un caso che sulle pareti scenografiche sono riportate delle frasi significative, introduttive dello spettacolo: “ Esistono due modi di essere felici in questa vita, uno è fare l’idiota e l’altro è esserlo…” Oppure “Non è facile suonare lo strumento della mente!”.

Antonio Romano

 

 

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