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A VERY GREAT CONQUER

Napoli, 20 Marzo – La mattinata di lavoro di ieri s’è rivelata particolarmente intensa, atteso che sul mio scrittoio giaceva una pila di documenti da esaminare con attenzione. Una volta lasciato lo studio, ho raggiunto lesto pede la fermata della metropolitana; all’udire l’assordante stridio dei freni, mi avvedo che il treno per Pozzuoli era in arrivo (in anticipo, stranamente!), quindi non ho esitato a raggiungere celermente la banchina per evitare di perderlo sotto il naso e, per effetto, affrontare la snervante attesa della corsa successiva.
Salito a bordo, ho realizzato che sedersi era una mission impossible, perciò, dato che – grazie al Cielo! – il fisico me lo permette ancora, mi sono adagiato all’impiedi, in un angolo del vagone, puntando gli occhi sulla calca che lo riempiva. La maggioranza dei passeggeri ivi viaggianti era composta da ragazzi; ma mai avrei pensato che si trattasse di una scolaresca di Torino (credo di ricordar così), i cui insegnanti hanno avuto la brillante idea di scegliere Napoli come meta del classico viaggio di istruzione. Di questo, com’è ovvio, mi sono immediatamente compiaciuto: nonostante le condizioni di palese degrado in cui il capoluogo Campano attualmente versa, chi non vi è nato è ancora in grado di apprezzarne il vasto patrimonio storico, culturale e paesaggistico nella sua unicità. In altre parole….tutti ammirano Napoli come nu paravis (it.: un paradiso).
Pochi istanti dopo essermi (finalmente) accomodato, ho fatto conoscenza con una signora seduta al mio fianco: era una cordiale ed affabile lady Gallese, che, guardando in TV un documentario sui Campi Flegrei, s’è follemente innamorata delle bellezze ivi presenti, in particolare dei siti archeologici presenti a Pozzuoli e Cuma. Nel vivo del discorso – per fortuna…..la lingua madre della mia interlocutrice non m’è affatto sconosciuta! – ho espresso, com’è ovvio, la mia contentezza, narrando alla turista Britannica quanto avvenne nell’Anfiteatro Neroniano-Flavio durante l’impero di Diocleziano (mi riferisco al martirio dei Santi Puteolani), non mancando, tuttavia, di porre in risalto l’inettitudine delle Istituzioni locali nella conduzione di attività volte a salvaguardare quel complesso monumentale che ognuno, ancora oggi, ci invidia.
Il fatto che i turisti accorrano a frotte, cari Lettori, è indubbiamente una grande conquista (en.: a great conquer); ma…..evitiamo di farli ricredere, se non addirittura fuggire dalla nostra felix terra, la quale ultima ha soltanto bisogno di esser amata (non solo a parole, ma) anche mediante politiche sensate, le quali – come si può ben vedere – sono ancora lungi dall’essere attuate.
Il passo in avanti che ognuno s’aspetta, cari Lettori, non ha avuto luogo; ma mi auguro che le cose cambino radicalmente, se non vogliamo che l’immagine della Campania venga infangata. Jamm ‘bbell!
Adriano Spagnuolo Vigorita
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