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A scuola in divisa: i Carabinieri in aula con gli alunni della scuola di Carbonara di Nola

Carbonara di Nola, 24 Marzo – La divisa dei Carabinieri non incute soggezione agli alunni dell’Istituto Comprensivo Antonio De Curtis plesso Carbonara, anzi li incuriosisce e li stimola a riflettere su temi impegnativi, delicati e non facili, come la legalit . L’occasione per confrontarsi con qualcosa di così profondo è stata offerta venerdì 22 marzo agli alunni della classe quinta primaria e della prima, seconda e terza D secondaria di primo grado dal dirigente della De Curtis, Francesco Furino, e dagli insegnanti, di cui è referente la maestra Gianfranca Casalino.

Il tema della legalità, attuale e dalle mille sfaccettature, è stato discusso grazie alla collaborazione con alcune figure di riferimento delle Forze di polizia e in particolare con l’Arma dei Carabinieri, sempre disponibili al dialogo con la popolazione e pronta a divulgare corretta informazione. Ospiti e relatori sono stati il Capitano Marcello Savastano della Stazione dei Carabinieri di Nola e il Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Carbonara Francesco Santoriello; presenti anche il Vigile Carbonara Giuseppe Della Pietra, volto amico e figura presente  sul territorio, conosciuto dai bambini, come del resto il sindaco Michele Paradiso e l’assessore Vincenzo Napolitano, anch’essi a scuola per l’occasione.

Le presentazioni di rito degli uomini in uniforme hanno subito messo a proprio agio gli alunni, per altro già ben informati sul ruolo delle Forze dell’ordine, rappresentano un baluardo di sicurezza per i cittadini e non una forma di restrizione alla libertà personale, come talvolta disinformazione e luoghi comuni lasciano intendere. Molti gli argomenti trattati con i giovanissimi interlocutori, tra cui la sicurezza in tutte le sue forme, quindi nell’accezione di sicurezza stradale, bullismo, cyberbullismo, per il quale è in vigore da due anni la Legge Nazionale n° 71/2017.

Il Capitano Marcello Savastano ha spiegato ai bambini in maniera semplice ed efficace in cosa consistano i pericoli del web, trovando le parole giuste per ricordare le terribili vicende della giovanissima Carolina Picchio, di cui rimane per sempre la disperata frase Le parole fanno più male delle botte, e di Tiziana Cantone, altra vita spezzata da una gogna mediatica senza pietà, la cui storia è ora raccontata nel libro Uccisa dal web.

Le vittime del web soccombono a tragiche spirali di violenza non fisica, ma psicologica, collettiva, incontrollabile, originata da un semplice click, un comando veloce che genera visualizzazioni, viaggia velocemente di profilo in profilo, si moltiplica all’infinito catturando ogni genere di commento e trascinando troppo spesso vittime innocenti in situazioni ambigue, frustranti, talvolta in tunnel senza uscita. Un click che sempre più spesso nasce dalla mancanza di rispetto, dall’errata valutazione delle conseguenze di un gesto, il comando dato a una tastiera, rapido, istantaneo, un click che nel giro di pochi secondi carica sui social un contenuto digitale che può essere visualizzato da centinaia o migliaia di persone, scatenando, in casi di cyberbullismo, odio, disprezzo, rancore da parte degli haters. Parole dure, terribili. Ecco dunque che bisogna conoscere le parole giuste per riconoscere i fenomeni e per trovare le soluzioni, quelle parole chiave di cui i carabinieri hanno parlato a scuola: Polizia Postale, senso di responsabilit , responsabilità nelle azioni, rispetto.

Una giornata che resterà nella mente dei bambini, quella trascorsa con le Forze dell’Ordine. Una giornata per imparare rispettando le buone regole della convivenza con e senza i social, per non diventare un pericolo per la vita degli altri, ma anche per imparare a riconoscere quando i comportamenti degli altri sono pericolosi per chi in qualche modo li subisce.

 

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